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Dubai attraverso i libri per i bimbi

Dubai attraverso i libri per i bimbi

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Dubai attraverso i libri per i bimbi

Fra i regali dello scorso Natale che nostra figlia ha apprezzato di più c’è sicuramente il libro “Santa is coming to Dubai”, visto e comprato provvidenzialmente all’ultimo momento da ACE insieme a decorazioni e lucine. La storia è molto semplice, ma è resa accattivante e realistica per i bambini perché vengono citati e raffigurati alcuni dei quartieri più familiari e frequentati della città sorvolati dalla slitta di Babbo Natale: in effetti, sempre preoccupati di non far perdere loro le radici italiane, noi genitori a volte trascuriamo l’aspetto dubaiano della loro crescita.

In realtà, sicuramente più di noi, i nostri figli spesso sentono di appartenere anche a questa cultura e a questa società: ritrovarle nelle pagine scritte, magari con disegni ben fatti, assume sicuramente un significato particolare ai loro occhi, anche perché sono rari i libri di tal genere rivolti ai bambini. Un grande successo, proprio per questo motivo, è “Friendship is about Dubai”, oramai diventato un classico regalo di addio o di benvenuto. Il libro esplora con tatto e delicatezza la titubanza dell’inserimento in un nuovo ambiente, il significato delle nuove amicizie, a volte passeggere, a volte durature, che si stringono in questa città indipendentemente dall’età, e l’immancabile dispiacere della separazione. Noi a casa ogni tanto lo rileggiamo e ogni volta ci piace come se lo stessimo sfogliando per la prima volta, cogliendo aspetti e sfumature sempre nuovi mano a mano che crescono le esperienze vissute. Prima o poi toccherà anche a noi inserire le nostre foto-ricordo nelle ultime pagine vuote che concludono la storia.

Per certi versi la parte finale richiama l’interattività sul tema Dubai alla base di un altro libro rivolto a bambini e ragazzi: “Footprints in Dubai”. Qui i giovani lettori vengono invitati a prendere in esame e a condividere le diverse culture e provenienze di ciascuno, oltre ai posti preferiti di Dubai: è infatti incoraggiato lo scambio del libro fra amici (fino a un massimo di venti) in modo che alla fine ognuno scriva qualcosa di sé rispondendo alle domande poste dai buffi cammelli disegnati nelle varie pagine. Un vero e proprio album di ricordi a più mani, insomma, che si sta diffondendo a macchia d’olio in città.

Un altro libro uscito relativamente da poco, adatto ai bambini più grandicelli o comunque più curiosi, è “The Key to Dubai”. È il classico volume per ragazzi organizzato per argomenti, aneddoti, fatti interessanti, domande con risposte e illustrazioni alternate a fotografie; tratta della storia del Paese, della società, degli usi e costumi, delle tradizioni, delle attività da fare e dei luoghi da visitare in modo gradevole e completo. Nonostante l’età (grade 1), a mia figlia alcune sezioni già piacciono molto poiché vi ritrova gli argomenti trattati nelle lezioni di Social Studies a scuola… e confesso che anche io lo sto leggendo per conto mio, se non con maggiore interesse, sicuramente con più facilità e divertimento delle guide specialistiche che ho studiato prima di trasferirmi qui: sarà che di certo quelle guide non accennavano a come ci si arrampica su una palma, con tanto di foto! Esiste anche nella versione per la capitale, “The Key to Abu Dhabi”.

La stessa casa editrice (Explorer) propone un altro libro in inglese per bambini e ragazzi, “Dubai’s Talking Towers”, che tramite le avventure di due gemelli accompagnate da immagini fantasiose e spettacolari illustra lo skyline della città.

Un capitolo a parte meritano i cinque volumi fantasy per ragazzi ambientati nella Dubai di oggi, di Linda Davies: è il cosiddetto Djinn Quintet che riprende il personaggio magico del Djinn riproponendolo in quella che è stata definita “la serie di Harry Potter nel Medio Oriente”.

Un’altra scrittrice expat che ha trascorso molti anni nei paesi del Golfo è Julia Johnson, i cui libri incentrati sul cammello Humpy Grumpy sono corredati da deliziosi acquerelli che ne illustrano le avventure nel mondo arabo. Non è raro incontrare l’autrice nel corso dei giri promozionali ed educativi che effettua nelle varie scuole in occasione dei quali è possibile acquistare direttamente i suoi lavori, a volte autografati: è così che Humpy Grumpy è diventato un personaggio di famiglia a casa nostra.

Sono anche piuttosto noti oramai i libri di Maitha Al Khayat, scrittrice nata negli Emirati ma cresciuta e formatasi fra Regno Unito e Stati Uniti: pubblicati sia in inglese che in arabo sono pensati per le nuove generazioni di emiratini, ma sono sicuramente interessanti anche per i bambini expat perché in forma di racconti divertenti spiegano e valorizzano usi e tradizioni locali (come la barba negli uomini o il velo nelle donne nei due suoi libri forse più celebri, “I Love my Dad’s Long Beard” e “I Love my Beautiful Mum’s Veil”).

E ancora, noi abbiamo di recente acquistato e letto un piccolissimo libro disponibile solo in formato elettronico, “Alayha” di Alia Al Shamsi, che narra la semplicissima ma tenera vicenda di una bambina sempre con la sabbia nei capelli perché nata sulla costa di Dubai quando la città ancora era un piccolo villaggio sul mare, per ritrovarsi progressivamente allontanata dalla amata spiaggia a causa dei nuovi palazzi e grattacieli. Però non dimentica origini e radici proprio grazie alla persistente sabbia nei capelli che oramai ha imparato ad amare e accettare come parte di sé. Ognuno dei nostri bambini ha qualcosa di equivalente a quella strana sabbia: riflettere per individuarlo e parlarne insieme può aiutare a superare le difficoltà dell’arrivo o della partenza.

Infine, per chi preferisce leggere in italiano ma non vuole rinunciare a capire in modo divertente la realtà che ci circonda, “A Desert Tale”, tradotto in otto lingue fra le quali la nostra, narra la storia di due fratelli appena arrivati a Dubai che esplorano la città scoprendola insieme al piccolo lettore.

La lista, praticamente vuota fino a qualche tempo fa, si arricchisce ogni anno di nuove voci, con titoli che hanno successo fra bambini e ragazzi di ogni nazione, emirati compresi, a riprova dell’interazione continua fra cultura locale e straniera che definisce le nuove generazioni di giovani nati o comunque cresciuti qui.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati tre dei cinque gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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