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Italia, cosí lontana cosí vicina

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Italia, cosí lontana cosí vicina

A tutto c’è un limite. C’è un limite al politically correct, c’è un limite all’interesse personale, c’è un limite al fatalismo rassegnato, c’è un limite alla mala fede, c’è un limite all’ignoranza, c’è un limite all’indifferenza, c’è un limite al pararsi le spalle (che a Roma si dice in un altro modo ma qui pare brutto e possiamo anche capirlo dato l’ambiente internazionale).

Non so perché, ma in questi giorni, dopo le ben note vicende elettorali con polemiche all’estero che hanno coinvolto anche gli Italiani di Dubai, mi sono involontariamente trovata a fare da punto di raccolta non cercato, non sollecitato, non formale delle proteste e dell’indignazione delle persone che mi conoscono anche solo per iscritto e che in qualche modo cercavano un riscontro con uno sfogo, un commento, una battuta. Un “ma come è possibile che si arrivi a tanto, come è possibile che la gente non si renda conto, come è possibile che sia tutto normale, che nessuno abbia domande o abbia voglia di porle?”.

Un ruolo imprevisto e completamente privato che mi ha stupita, accompagnato da una sensazione di umiltà, inadeguatezza e gratitudine allo stesso tempo e soprattutto dal grande dubbio: ma io che devo fare? Perché io? Cosa posso fare? Senza fomentare, senza aizzare, ma anche senza mettere la testa sotto la sabbia letteralmente e aspettare che tutto passi, cosa posso fare io? Poi mi sono guardata intorno e ho visto che invece in tanti ci siamo mossi. Chi si è mosso scrivendo ai giornali, chi contattando la Farnesina, chi ponendo domande e interagendo sui siti ufficiali di qui, chi effettuando segnalazioni a vari enti in Italia, ognuno a modo suo.

Quindi a chi mi ha cercata a costo di essere retorica ora vorrei dire: non è vero che siamo indifferenti. Non è vero che non crediamo nella politica. Non è vero che non crediamo nella forza del cambiamento. Non è vero che crediamo che tanto sono tutti uguali e che la burocrazia, il latinorum e il politichese ci seppelliranno vada come vada. No, ci sono ancora quelli che ci credono e che restano storditi come se fossero stati presi a schiaffi in faccia. Solo che siamo silenziosi o comunque più silenziosi, siamo rispettosi – o comunque proviamo a esserlo almeno nei contenuti ovvero nel cercare la verità se non nelle espressioni -, siamo anche un po’ intimoriti dalle leggi locali e dalla sensazione di trovarci lontani da casa, magari abbiamo pure paura di essere presi in giro per la nostra passione, per il nostro impegno, perché alla fin fine viviamo in un mondo nel quale prendersela è da cretini, viva la superficialità, viva la falsità.

Poi succede qualcosa che ci spinge oltre e ci sblocca di colpo. Per me l’argine si è rotto stasera ascoltando il messaggio vocale di una persona che stimo, che con la voce rotta dall’emozione mi ha detto: “Mari, ma sono cose serie! Ho capito che i candidati sono quel che sono, ho capito che siamo a un minimo della nostra storia, ho capito che siamo all’estero, ma c’è gente che per la democrazia c’è morta!”, e allora ho preso l’iPad e iniziato a buttare giù, lo confesso, commossa, queste righe confuse, sgangherate ed emotive che forse non saranno capite, ma forse anche sì. Chi ha ragione e chi ha torto non conta molto in questo momento, conta il fatto che non siamo morti dentro, che non siamo soli, che abbiamo ripreso a parlare e discutere, che siamo qui.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati tre dei cinque gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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