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“Good conduct certificate”: non richiesto a chi cambia lavoro negli Uae

“Good conduct certificate”: non richiesto a chi cambia lavoro negli Uae

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“Good conduct certificate”: non richiesto a chi cambia lavoro negli Uae

Come sappiamo, dal 4 febbraio 2018 chi arriva negli Emirati Arabi per lavoro, al momento di richiedere il Residence Visa, deve presentare un nuovo documento: il certificato di buona condotta (“Good conduct and behaviour certificate”) relativo agli ultimi 5 anni, ovvero un documento che dimostri di non avere precedenti penali nel proprio Paese di origine oppure nel precedente Paese di residenza.

Qualche giorno fa il Governo emiratino ha rilasciato una nuova circolare, sottolineando come il documento non sia necessario per chi cambia lavoro – e quindi sponsor e Visa – all’interno degli Emirati Arabi. Insomma, chi già lavora nel Paese, non avrà bisogno del certificato di buona condotta per trasferirsi in un’altra azienda oppure passare sotto un altro sponsor.

Ricordiamo, inoltre, che il “Good conduct and behaviour certificate” non è richiesto alle persone “a carico” del capofamiglia, come coniuge, figli o genitori. Al momento – pare fino a giugno 2018 – il documento non è obbligatorio nemmeno per i lavoratori domestici provenienti dalle Filippine e dall’Indonesia.

A chi viene richiesto, dunque? A chi entra per la prima volta negli Emirati Arabi e deve ottenere il Residence Visa.

A seconda delle nazionalità di provenienza, la procedura è un po’ diversa: per i cittadini italiani occorre richiedere il “certificato del casellario giudiziale” presso un qualsiasi ufficio locale del casellario (qui trovate la procedura, che è possibile avviare anche online), e farlo poi autenticare con la procedura che si segue per tutti gli altri documenti italiani (quindi traduzione giurata, legalizzazione in Prefettura/Procura, legalizzazione al Consolato degli Emirati Arabi in Italia, attestazione presso il Ministry of Foreign Affairs negli Emirati Arabi: questa la procedura).

Secondo quanto dichiarato dal Governo emiratino, l’obiettivo è quello “di salvaguardare la sicurezza nazionale del Paese e di creare una comunità più sicura”. “Sono molto felice che questo decreto sia stato emesso ed entrerà in azione il mese prossimo – ha sottolineato Hamad Al Rohoumi, Federal National Council member for Dubai – perché vogliamo che la qualità della forza lavoro aggiunga valore al Paese, non lavoro alle forze di sicurezza e ai tribunali”.

 

The Dubaitaly Press Team

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