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Salari minimi e protezione per i domestic workers

Salari minimi e protezione per i domestic workers

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Salari minimi e protezione per i domestic workers

La notizia è stata resa nota solo qualche giorno fa, quando il Console etiope negli Emirati Arabi, Yibeltal Aemero Alemu, ha lanciato un inquietante allarme attraverso le pagine del quotidiano Gulf News: il numero di suicidi di cittadini etiopi, impiegati come domestic workers, è in drammatico aumento nel Paese. Dieci persone, sette uomini e due donne, si sono tolte la vita nel 2017. Negli Uae risiedono circa 200000 cittadini etiopi, la maggior parte impiegati appunto come domestici.

Il Console etiope ha quindi indirizzato un appello alle famiglie, sottolineando come “lo sponsor dovrebbe essere educato sulla cultura e sulla religione delle domestiche e dovrebbe essere lasciato loro un po’ di tempo per familiarizzare con il nuovo ambiente e il datore di lavoro”. Intanto dal Governo etiope prosegue il blocco delle partenze da Addis Abeba per i cittadini in cerca di lavoro come domestici negli Emirati (blocco che dura ormai da diversi anni); imposto non solo per le condizioni di lavoro negli Uae, ma anche, e soprattutto, per il reclutamento illegale e la tratta di ragazze che ancora colpisce pesantemente l’Etiopia e la “rotta”verso i Paesi del Golfo. Come già accaduto con altri Paesi, il Governo etiope e quello emiratino stanno lavorando per trovare un accordo che possa proteggere la categoria dei domestic workers, chiudere i canali illegali di reclutamento attraverso gli aeroporti, stabilire un minimo salariale e un contratto di lavoro adeguato.

Come sappiamo, per tutelare i collaboratori domestici, almeno dal punto di vista salariale, le ambasciate dei diversi Paesi hanno fissato stipendi mensili minimi, seppur sempre molto bassi. Ricordiamo che il salario minimo per chi proviene dallo Sri Lanka è di  850 aed al mese (l’età minima per le ragazze di 23 anni), per chi arriva dal Nepal è di 900 aed (età minima 30 anni), dall’India 1100 aed (età minima 30 anni), dalle Filippine 1468 aed (età minima non specificata), dal Bangladesh 750 aed (età minima non specificata); l’età massima, invece, è in genere 58-60 anni. Le nazionalità citate sono al momento le uniche che permettono di stipulare un contratto sotto la mansione domestic workers. In altre parole, non è possibile assumere come collaboratrici domestiche persone provenienti da altri Paesi.

Detto questo, i salari medi, a Dubai, sono in questo momento tra i 2000 e i 3000 aed mensili per le domestiche live in, con la buona pratica, ormai diffusa, di aumentare lo stipendio del 5-10% ogni anno oppure di dare, come bonus, un salario mensile in più allo scadere di ogni anno di lavoro.

Qui trovate tutte le informazioni necessarie e la procedura per sponsorizzare i domestic workers a Dubai.

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda Dubaitaly.

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