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Sergio Mazzei parla della sanità negli Uae

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Sergio Mazzei parla della sanità negli Uae

Sergio Mazzei è il medico del Consolato Generale d’Italia a Dubai. Ci ha raccontato come è arrivato negli Emirati e che cosa significa per lui lavorare qui: “l’inserimento in un sistema sanitario privato – spiega – con una organizzazione profondamente diversa da quella italiana, non è stato facile, ma Dubai è una città dinamica che può offrire molte opportunità”.

Dottor Mazzei, come è arrivato a Dubai e perché?

Nel 2015 abbiamo fatto una vacanza a Dubai e ci siamo innamorati della città: sempre con mia moglie avremmo voluto fare un’esperienza lavorativa all’estero. Inoltre abbiamo una bimba piccola, per cui darle la possibilità di studiare in scuole internazionali, crescere madre lingua, ci sembrava una grande opportunità.

In che cosa è specializzato?

Io sono specializzato in chirurgia generale ed ho lavorato presso il reparto di Chirurgia Gastroenterologica e Trapianti di fegato dell`Istituto tumori di Milano e nell’Azienda Ospedaliera di Lecco. Ho avuto anche la fortuna di lavorare in Italia per una clinica del gruppo S.Donato in regione Lombardia, nel Dipartimento di “wound care” per il trattamento di ferite (ulcere, piede diabetico ed ustioni), ove utilizzavamo tessuti ingegnerizzati con cellule staminali, fibroblasti e cheratinociti da donatore.

Come è diventato medico del Consolato Italiano e che cosa significa?

E’ stato un progetto coordinato dalla Console Dott.ssa Valentina Setta, che ringrazio per la fiducia accordatami per coprire tale ruolo. Dopo la stipula del Decreto ed aver depositato la firma in Consolato, la nomina è diventata effettiva. Questo permette, per alcune prestazioni, di avere validità del certificato in Italia, per essere state appunto validate dal medico di fiducia del Consolato.

In quale clinica opera?

Al Das Medical Clinic, sulla Palma – Shorline building 10 – è aperta 7 giorni su 7 ed offre alta qualità di servizi medici con personale con qualifica Europea che rispettano linee guida internazionali in varie specialità come pediatria, ginecologia, chirurgia generale, dermatologia, chirurgia plastica, psichiatria, medicina interna, otorino laringoiatria. Inoltre a partire dal mese di ottobre, la Juventus Accademy invia regolarmente i propri iscritti per visite mediche di controllo, tramite un agreement ufficiale.

Ha più pazienti italiani o stranieri?

Attualente posso dire che il 50% dei pazienti sono italiani, mentre il resto sono di altre nazioni (principalmente UK e paesi dell’Est Europa).

È stato difficile, lavorativamente, inserirsi a Dubai?

L’inserimento in un sistema sanitario privato con una organizzazione profondamente diversa non è stato facile, nello specifico rapportarsi con le assicurazioni è spesso non semplice, ma una volta compreso il sistema diviene tutto più soft. Per quanto riguarda le offerte lavorative, Dubai è una città dinamica che può offrire molte opportunità.

Come si trova con i colleghi italiani?

Il numero di colleghi italiani è in progressivo aumento. Siamo ormai più di un centinaio e il rapporto è splendido, con una continua collaborazione nella gestione dei pazienti. Il lavoro del Comites, che ha stipulato un elenco dei professionisti che lavorano stabilmente a Dubai, è stato molto importante per dare maggiori riferimenti alla Comunità italiana.

Cosa pensa della sanità negli Emirati?

L’offerta sanitaria è vasta ed uniformemente distribuita sul territorio con tanti Ospedali e policlinici, a causa delle importanti iniziative sottoscritte dal governo negli anni passati e attualmente ancora in corso nel tentativo di espansione delle healthcare facilities nei 7 emirati e di diventare il punto di riferimento sanitario per i Paesi del Golfo. Per non parlare della strumentazione (CT scan, MRI) a nostra disposizione, tutta di ultima generazione. Non si può dire che la sanità qui sia migliore rispetto all’Italia, sono semplicemente due sistemi molto diversi tra loro.

Vegana, metallara, misantropa, elfa, nerd. Dopo aver perso il lavoro, dopo nove lunghi anni di dedizione alla scrivania, causa "crisi", decide sia giunto il momento per lei di trovarsi una professione, piuttosto che il "posto fisso". Incontra DraculApp e si reinventa così Developer, Designer e infine Social Media Strategist, trovando così la Felicità (ma non l'Amore, per quello sta messa peggio di Fighting Jumeirah Jane). Da quando è a Dubai ha scoperto di essere un'accumulatrice seriale di conchiglie.

1 Comment

1 Comment

  1. Miriam Amidei

    January 1, 2018 at 3:29 pm

    Volevo chiedere informazioni per aprire una farmacia a Dubai.
    Io possiedo la laurea quinquennale in farmacia.
    Quali regole ci sono a Dubai?

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