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Vegani a Dubai

Parliamone. Va bene che per tutte le nonne del mondo “vegano” significa “stai sciupato a nonna”, ma da qui a mettere la Giornata mondiale del vegano il 1° di novembre, ce ne va. Potremmo sembrare deperiti, mica morti. Protesto.

Che poi in realtà non siamo neanche tanto magrolini, o mangiamo poco, chiedete a quelli che vivono con me e che mi chiamano “la piaga delle cavallette”.

L’evento apparentemente è stato istituito nel 1994 da Louise Wallis, allora presidente della Società Vegan nel Regno Unito, in commemorazione del 50° anniversario della fondazione dell’organizzazione e della nascita dei termini “vegan” e “veganismo”. Noi vegani (o veganiani per quelli che proprio non ce la fanno cerebralmente o sono amici di Ufo Robot) rifiutiamo nella nostra dieta prodotti come carne, pesce, latte, latticini e derivati, uova, miele e qualsiasi altro prodotto di origine animale.

“Il pesce? Ma dai!”. Sì, anche il pesce. Hai mai visto l’albero del pesce? No? Strano! “Io senza formaggi morirei” ZAN ZAN, plot twist, si può vivere senza latticini! E non solo, si può vivere anche senza andare a dire al vegano di turno, che sta brucando la sua insalata nell’angolino da solo, che è un’estremista e che il suo stile di vita è esagerato.

C’è da dire che purtroppo esistono (esistono in ogni campo) quei tipi di vegani estremisti per davvero, che vanno a parlare alle neo mamme facendo paragoni sui loro figli e i cuccioli che mangiano. Non molto simpatico, ma quanto meno sta in tema Halloween. Per cui, per colpa di pochi, ci siamo fatti la nomea di spacca noci.

Personalmente sono dell’idea del “vivi e lascia vivere”, seguo una dieta vegana e quando qualcuno mi aggredisce per via della mia scelta, rispondo dicendo di averla fatta non per amore verso gli animali, ma per semplice odio verso le piante. E poi dai, emettiamo Co2 ecofriendly!

Qui a Dubai, i prodotti vegan stanno prendendo sempre più piede. Ad esempio, lo sapete che la Sugar Doughnut di Starbucks è vegana? E non solo, da Spynneys, Lulu, Carrefour ci sono tantissimi prodotti vegan friendly, come il budino, il tofu (chiamato anche “il male”), i burger e il solito latte di soya e non solo (mandorla, avena…). Ma d’altronde, a Dubai, ci sono un sacco di culture vegetariane, che la rendono una città perfetta per gente come noi.

E voi, vi siete mai approcciati alla dieta vegetariana o vegana? Come l’avete presa?

 

Vegana, metallara, misantropa, elfa, nerd. Dopo aver perso il lavoro, dopo nove lunghi anni di dedizione alla scrivania, causa "crisi", decide sia giunto il momento per lei di trovarsi una professione, piuttosto che il "posto fisso". Incontra DraculApp e si reinventa così Developer, Designer e infine Social Media Strategist, trovando così la Felicità (ma non l'Amore, per quello sta messa peggio di Fighting Jumeirah Jane). Da quando è a Dubai ha scoperto di essere un'accumulatrice seriale di conchiglie.

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