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Dubai ti odio, Dubai ti amo

Dubai ti odio Dubai ti amo

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Dubai ti odio, Dubai ti amo

Eccoci qui, bene. E son tre anni pieni che sono a Dubai. Un impatto iniziale emotivamente violento, spiazzante. Mi sono volutamente isolata per un anno, non avevo voglia di ricominciare a creare attorno a me relazioni e affetti, quella tela di comunicazione di cui l’essere umano ha bisogno prima o poi, ma che per circostanze sventurate e fortuite mi hanno resa diffidente.
Probabilmente mi avrebbe aiutato ad attenuare l’ansia, gli attacchi di panico e il senso di profondo smarrimento che mi provocavi, mentre veloce percorrevo le tue strade, fendevo il tuo respiro caldo, umido come quello di un pericoloso animale che ti osserva prima di saltarti addosso, ascoltavo infastidita il tuo rumore bianco, guardavo i tuoi cieli scoloriti e la mancanza di nuvole, le lenti scure degli occhiali che non riuscivano a fermare la prepotenza del tuo sole, lo sguardo vagava perso e incredulo misurando altezze e vastità, lunghe braccia gialle di metallo spostavano pezzi come in una scacchiera, e io mi sentivo un microscopico invisibile pedone che cercava solo un posto per nascondersi, ripararsi, sopravvivere.
Sei stata per me una città difficile, e non sto a dirti il perché, cadrei nel già detto, nel banale…tanto lo sai già. Abbiamo trovato dei compromessi io e te, per cercare di accettarci: il primo è stato quello di non concederti tutto il mio tempo, lasciandoti per qualche mese per potermi ricaricare altrove; il secondo è stato il permettere a me stessa di uscire dal guscio per esplorarti, capirti, darmi motivi concreti e validi per viverti, cominciando a parlare con la gente, trovare occasioni di stare con persone nuove, io così schiva indurita dalla vita e dalla terra dove son nata. Mi è servito, con pazienza ci ho lavorato su, ho trovato in questo mio cammino delle belle persone, e mai mi sarei immaginata di riuscire ad avere più amici qui che in Italia…che strana cosa!
Ho imparato a scoprire la bellezza nei tuoi edifici, del tuo essere proiettata verso un futuro che qui è già presente, nella gente che ti brulica dentro e addosso, ad avere rispetto e stima per le mani callose di chi ti costruisce, di quegli occhi tristi delle donne e ragazze che hanno lasciato la loro casa per vivere qui a servizio, dei commessi dei negozi sempre gentili e allegri (mai visto da nessun’altra parte!), perché non son solo il denaro e gli ingegneri e i colletti bianchi e noi expat a tener viva questa città, ma anche l’incessante pesante lavoro di tutta quella gente che sembra tutta uguale, occhi allungati o pelle scura, che ogni giorno costruisce il formicaio che non sarà per loro.
La mia per te non è stata mai né una dichiarazione di guerra né una dichiarazione d’amore, ecco diciamo che mi sei simpatica.
So che non ti amerò mai al punto di mettere qui radici, ma non è colpa tua, sono io quella incapace di metterle, io sradicata continuamente per scelta, per indole, per ribellione, per desiderio di libertà. So anche però che mi sto innamorando poco a poco di te, e quando non ci sei, mi manchi.

Nata e vissuta in Sardegna per gran parte della mia vita, poi in Francia per qualche anno, faccio base tra Ravenna e Dubai, quest’ultima ormai chiamata “casa”. Madre di un figlio che adoro e che ha già preso il volo, seguo mio marito nei suoi viaggi di lavoro, che ci portano ad unire l’utile al dilettevole, con la valigia sempre a portata di mano finalmente appagata del sogno di bambina di andarmene in giro per il mondo. La mia vita a Dubai, città sorprendente e viva, mi regala tanto tempo libero da dedicare alle cose che amo, come l’Arte in tutte le sue forme, e altri passatempi grazie ai quali ho incontrato altre expat come me, e con le quali ho instaurato delle buone affettuose amicizie. Di Dubai, paese giovane e pieno di giovani di tutte le etnie, mi rimane la sensazione che sia forse una delle città che meglio rappresenta il fermento, la crescita, il costruire, il proiettarsi verso un futuro- incrociando le dita, si spera.

1 Comment

1 Comment

  1. Ada

    November 8, 2017 at 10:37 pm

    Che meraviglia leggerti Elisabetta! Anch’io ribelle, spirito libero! Pugliese che ha vissuto a Milano, Roma, Berlino e Bruxelles dal 2008. A febbraio visito Dubai e provo a cercare lavoro…se la città mi ispira.
    Mi piacerebbe incontrarti!

    Ada

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