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Diwali, la festa delle luci

Diwali la festa delle luci

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Diwali, la festa delle luci

Vi siete mai trovati negli stretti vicoli del souk di Dubai, immersi nel profumo di gelsomino e incenso, tra i colori delle corone di fiori e le immagini delle divinità induiste? Se non ci siete ancora stati, andarci durante il Diwali, la festa delle luci, è un’esperienza unica, anche per capire come in questa città riescano a convivere tradizioni e culture differenti. La comunità indiana è la più numerosa di Dubai e il Diwali diventa quindi una festa che coinvolge un po’ tutti noi. Nelle scuole organizzano giornate a tema (con gli immancabili lavoretti di art&craft) e in giro per la città troverete eventi e intrattenimenti dedicata alla celebrazione più importante della cultura induista.

Che cos’è il Diwali?

Diwali, che quest’anno comincia il 18 di ottobre, è la festa induista che celebra il trionfo del bene sul male. I festeggiamenti durano cinque giorni, nel mese di ashwayuja, che solitamente cade tra ottobre e novembre. Simbolicamente si festeggia il ritorno della luce nella sua casa di origine, il nostro corpo, dopo avere sconfitto tutte le cattive tendenze (Ravana). La più popolare leggenda legata all’origine del Diwali racconta che il re Rama tornò nella città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio nella foresta. Il popolo, per indicargli la strada e per celebrare il suo ritorno, accese file (Avali) di lampade (Dipa) in suo onore: da qui il nome Dipawali o Diwali.

Queste giornate sono l’occasione per rendere omaggio ai propri antenati e alle divinità (in particolare a Lakshmi, dea della ricchezza e della prosperità), consolidare i legami con la famiglia, con gli amici, con la comunità e, per i giainisti, corrispondono all’inizio dell’anno. La tradizione vuole che vengono accese candele o particolari lampade (Diyas) – che vedrete alle finestre e sui balconi delle famiglie indiane in tutta Dubai – per indicare la vittoria personale del bene sul male e il ritorno della fede.

Nel giorno della festa, è consuetudine alzarsi molto presto la mattina e fare un bagno purificatorio prima dell’alba, seguito da un massaggio con oli profumati (un rito propiziatorio, questo, che simboleggia il bagno nel Gange). Si usa inoltre indossare vestiti nuovi, scambiarsi denaro e organizzare piccoli banchetti con alcuni dolci tipici: i Burfi, fatti con latte, cocco, mandorle, anacardi e zucchero, o i Ras Malai, a base di formaggio e pistacchio.

Davanti ai tempi e alle case (qui a Dubai anche all’interno delle abitazioni) vengono disegnati per terra gli spettacolari Rangolis: intricate immagini floreali o geometriche eseguite con farina di riso e polveri colorate. Si tratta di disegni rituali bene auguranti, divenuti nel tempo una vera e propria arte: ogni regione indiana ha la sua tecnica e ogni famiglia le sue tradizioni tramandate di madre in figlia.

Cosa fare a Dubai

  • Una passeggiata per Bur Dubai dove, in tutti i negozi, troverete gli oggetti tipici per il Diwali. Di notte rimarrete incantati dalle centinaia di candele e lampade accese.
  • Una visita ai templi induisti, che si trovano tra il Dubai Creek e la Grande Moschea, a Bur Dubai, nascosti tra le strette vie del souk.
  • Una visita al souk dell’oro dove i negozi espongono elaborati gioielli. Due giorni prima di Diwali è infatti la festa di Dhanteras, durante la quale è di buon auspicio comprare oro o argento: se si acquista un oggetto prezioso in questo giorno, non si avranno problemi economici per tutto l’anno.
  • Se avete un amico indiano, chiedetegli di partecipare a una cena Diwali tradizionale. Altrimenti fermatevi in qualche negozio o ristorante indiano per assaggiare almeno i dolci tipici.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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