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Introduzione Iva: le aziende non sono ancora pronte

Introduzione Iva: le aziende non sono ancora pronte

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Introduzione Iva: le aziende non sono ancora pronte

Il conto alla rovescia per l’introduzione dell’Iva è cominciato. Mancano pochi mesi al primo gennaio 2018, data stabilita per l’entrata in vigore della tassa nei Paesi del Golfo, ma le aziende non sembrano pronte.

Lo dice un sondaggio condotto su 330 companies GCC da Thomson Reuters e Association of Chartered Certified Accountants (ACCA): il 75% delle aziende non si sono ancora rivolte a nessun consulente fiscale per adeguarsi al nuovo sistema di tassazione e l’88% non ha ancora previsto un nuovo piano di bilancio che includa l’Iva.

Il 16% ha dichiarato di non aver ancora pensato alle conseguenze dell’Iva, il 7% ritiene che la nuova tassa non influirà sul proprio business, mentre il 68% ha dichiarato di non aver fatto alcuna previsione perché aspetta ulteriori chiarimenti da parte del Governo. Non solo, la maggior parte delle aziende non hanno ancora predisposto le proprie piattaforme IT per il nuovo sistema fiscale, e meno di un terzo ha attualmente una piattaforma informatica in grado di supportare l’implementazione dell’IVA.

Alla domanda su come intendono gestire l’Iva, metà degli intervistati ha dichiarato che si organizzerà internamente all’azienda, creando un “ufficio fiscale” interno, il 36% ha detto che combinerà un ufficio interno ad hoc con un consulente esterno, mentre il 13% farà seguire la contantabilita esternamente, da advisor fiscali specializzati.

Ricordiamo che l’imposta sarà applicata alla vendita della gran parte di prodotti e servizi, ma ci saranno alcune eccezioni. È previsto, infatti, un trattamento speciale per alcuni settori, tra cui istruzione, sanità, servizi sociali, energie rinnovabili e tecnologia.

La scelta di introdurre l’imposta era da tempo tra le opzioni al vaglio del Governo per rafforzare la propria base di reddito, in modo da ridurre al minimo la dipendenza dall’instabilità del prezzo del petrolio.

“Si prevede che nel primo anno l’IVA produrrà 12bn di dirham, e fino a 20bn durante il secondo anno dalla sua introduzione – ha sottolineato il Ministro dell’Economia Sultan Al Mansouri -. La riduzione della dipendenza dai proventi del petrolio, la ricerca di altre fonti di reddito, la razionalizzazione della spesa e il miglioramento degli investimenti in settori e progetti strategici, porteranno una crescita ulteriore per i settori non-oil, che si prevede raggiungerà il 4.6% nel 2020”.

 

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The Dubaitaly Press Team

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