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Abc...Dubai

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Abc…Dubai

A – Avventura: sin da piccolo volevi viaggiare, fare nuove avventure, cacciare leoni, volare con dragoni? Da expat avrai sicuramente scoperto che prendere l’aereo e trasferirsi in una nuova città è già abbastanza avventuroso di suo.

B – Brunch: se in Italia eri il re o la regina dell’aperitivo, adesso hai scoperto che si può diventare anche campioni di brunch.

C – Comunità: essere expat significa cambiare tante cose: amici, abitudini, luoghi. Ma presto ti renderai conto che far parte di una nuova comunità, multietnica e multiculturale, non è così difficile ed è sicuramente molto stimolante.

D – Deserto: qui ti aspetta un paesaggio completamente diverso da quello a cui eri abituato, in continua evoluzione, in cui perdersi e ritrovarsi. Ma il verde ti mancherà sempre.

E – Expat: diminutivo per “expatriate”, significa semplicemente emigrato. Sei ufficialmente un cittadino del mondo e da qui ha inizio il tuo lento cammino di trasformazione!

F – Forchetta: hai tutti i diritti del mondo a dare di matto quando da expat vedi qualcuno distorcere completamente le tue ricette (italiane) preferite. Non stupirti, quindi, se i maccheroni diventano “macaroni” anche sul menù del ristorante.

G – Globalizzazione: se questo concetto aveva per te un significato indefinito e astratto, vivendo qui capirai subito di che cosa si tratta (…nel bene e nel male).

H – Henné: chi, appena arrivata qui, non ha provato a farsi decorare le mani con l’henné? Carico di fascino, l’henné è ancora oggi un rito importante per le donne emiratine, soprattutto per il matrimonio.

I – Italiani: “Ciao!”, “Come stai?”, “Viva la Pizza!”, “Amico”. Ammettilo, tutti provano a parlarti in italiano quando scoprono la tua nazionalità.

J – Jeep: lontani i tempi in cui sfrecciavi per la tua città con la tua piccola utilitaria…a Dubai solo Jeep e SUV.

K – Khalifa: è il nome dello sceicco di Abu Dhabi e Presidente degli Emirati Arabi Uniti, da cui ha preso il nome il simbolo di Dubai, il Burj (in arabo torre) Khalifa, ovvero il grattacielo più alto del mondo (…ancora per poco, a quanto sembra).

L – Lusso: imparerai subito che tutto può avere un corrispettivo “luxury”…pure il vagone della metro.

M – Mamma: essere una mamma expat a Dubai può non essere facile, ma indubbiamente questa città è completamente a misura di bambino e scoprirai servizi, intrattenimenti e luoghi che non pensavi potessero esistere.

N – Nahyan: è il nome della famiglia reale, che ha fondato gli Emirati Arabi Uniti nel 1971 e che attualmente governa l’emirato di Abu Dhabi. Gli altri emirati sono Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn.

O – Oasi: finalmente ne vedrete una. Che si artificiale o naturale, è ancora oggi un luogo perfetto per staccare dal cemento e dai grattacieli della città e rigenerarsi.

P – Persone: Dubai è un crocevia di persone che vanno e vengono. Preparatevi a tante nuove amicizie, ma ad altrettanti addii e arrivederci.

Q – Qasr: in arabo significa “castello”, “forte” e fa parte dell’architettura tipica del deserto. Il più antico degli Emirati è il Fujairah Fort (a Fujairah), costruito nel 1670, ma fortemente danneggiato all’inizio del 1900 dagli attacchi britannici.

R – Ramadan: in una città multiculturale come Dubai, imparerai a conoscere e rispettare le diversità e ad entrare in contatto con realtà religiose diverse dalla tua.

S – Sport: lo sport, negli Emirati, è così importante che il Governo di Dubai ha istituito un apposito Consiglio, Dubai Sport Council, il cui presidente è il principe ereditario Hamdan Bin Mohammed Bin Rashid Al-Maktoum (più conosciuto come Fazza).

T – Taxi: in Italia non lo usavi mai, qui farà parte della tua quotidianità. Può diventare anche un’ottima occasione per capire meglio la città, se avrete la pazienza di scambiare due parole con gli autisti.

U – Uniforme: in Italia era un’impresa vestire i tuoi figli ogni mattina per mandarli a scuola? Il problema qui svanirà: in tutte le scuole di Dubai si va vestiti con la uniform.

V – Visa: è il primo pensiero di ogni expat. Da qualsiasi paese del mondo si provenga, senza un visto non si può soggiornare a Dubai. Il più agognato è ovviamente il Residence Visa che si ottiene solo se si ha un lavoro negli Uae.

W – Wadi: probabilmente, prima di arrivare qui, non ne avevate mai visto uno, ma ora fa parte del paesaggio al quale vi siete abituati. Non sapete ancora che cosa siano? Delle specie di canyon, un tempo letti di corsi d’acqua, tipici del deserto roccioso che incontrate andando verso l’Oman.

X – Raggi X: sì, vi abituerete anche a questo. Per ottenere la residenza negli UAE, oltre alle analisi del sangue e alle impronte digitali, è d’obbligo la radiografia ai polmoni per verificare che non ci siano tracce di Tbc.

Y – Yalla: sarà una delle prime parole arabe che entreranno a far parte del vostro nuovo vocabolario, soprattutto abbinato all’inglese “Yalla, let’s go”. Che cosa significa? “Andiamo”, “Forza”, “Su”, “Sbrigati”.

Z – Zayed: non è solo il nome della principale arteria stradale di Dubai, ma è il padre fondatore degli Emirati Arabi, Zayed bin Sultan Al Nahyan. Lo vedete spesso ritratto sui cartelloni in giro per la città e in tutti i luoghi pubblici (hotel compresi).

Vegana, metallara, misantropa, elfa, nerd. Dopo aver perso il lavoro, dopo nove lunghi anni di dedizione alla scrivania, causa "crisi", decide sia giunto il momento per lei di trovarsi una professione, piuttosto che il "posto fisso". Incontra DraculApp e si reinventa così Developer, Designer e infine Social Media Strategist, trovando così la Felicità (ma non l'Amore, per quello sta messa peggio di Fighting Jumeirah Jane). Da quando è a Dubai ha scoperto di essere un'accumulatrice seriale di conchiglie.

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