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Ogni città ha la sua anima

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Ogni città ha la sua anima

“Mamma, are all these people your friends?”. Questa domanda che mia figlia di cinque anni mi ha rivolto dopo le prime 48 ore di vacanza ‘a casa’ ha còlto in pieno l’anima di Roma: non abituata, a Dubai, agli scambi di chiacchiere e battute con perfetti estranei in qualunque contesto e situazione che sono la norma in questa città, ha naturalmente pensato che fossero tutti amici e conoscenti.

“Mamma, are all these people your friends?”. Questa domanda che mia figlia di cinque anni mi ha rivolto dopo le prime 48 ore di vacanza ‘a casa’ ha còlto in pieno l’anima di Roma: non abituata, a Dubai, agli scambi di chiacchiere e battute con perfetti estranei in qualunque contesto e situazione che sono la norma in questa città, ha naturalmente pensato che fossero tutti amici e conoscenti.

Cosa caratterizza, in effetti, l’anima di una città? Me lo sono chiesto quando, dopo una immersione breve ma intensa nel cuore palpitante di Campo dei Fiori e Piazza Farnese brulicanti di Romani e stranieri questa mattina, seguita da un giro fra Colosseo, Terme di Caracalla e dintorni, abbiamo deciso di fare un salto al nuovo centro commerciale Euroma2 a due passi da casa. “Ma sei scema?”, penserà chi mi legge. “Sei a Roma dopo due anni quasi e dove vai? al centro commerciale, copia dei mall di Dubai, che è la negazione di Roma? E come la educhi ‘sta ragazzina?”.

E invece…nel parcheggio sotterraneo già si nota la differenza: da un lato la signora che ridendo fra sé e sé fa la foto con il cellulare al numero del settore per evitare di non ritrovare più la macchina, mi fa vivere un déjà vu dubaiano; dall’altro, la lunga fila di motorini nella zona ad essi dedicata è decisamente in stile “Vacanze romane” (a proposito di “Vacanze romane”, sempre mia figlia, poco prima, per strada aveva fatto un’osservazione compiaciuta sulle “girls of Rome with pretty dresses riding scooters”, altra bella fotografia della città in estate).

Poi l’interno: sicuramente è un mall a tutti gli effetti, con scale mobili e tapis roulant, marmi, negozi scintillanti, ascensori, lampadari e quant’altro. Però l’atmosfera ha qualcosa di diverso. La prima cosa che noto sono le marche esposte: alcune sono le solite catene internazionali, proposte però con vetrine originali e di buon gusto e un campionario di prodotti sicuramente molto più vasto e aggiornato di quelli presenti nei negozi di Dubai, altre sono marche tipicamente nostrane. I prezzi, mediamente, decisamente più bassi. Nei negozi, lo staff è cortese e professionale, non invadente, e pronto alla battuta.

Non entro nemmeno nel merito della sensazione di “casa” che si respira all’IperCoop, il supermercato del centro commerciale, o del capogiro che prende salendo alla Food court (vogliamo parlare della presenza di prodotti a base di maiale, degli arancini, della pizza al taglio o del gelato artigianale, del frigorifero Nastro Azzurro fra le bibite o dell’Acqua di Nepi proposta come acqua frizzante?).

Non mi soffermo sulla presenza nel centro commerciale di cani di ogni taglia, al guinzaglio, che si comportano benissimo. Ma il capannello di persone di tutte le età radunate intorno a un distributore automatico di un qualche cosa, che iniziano a ridere e scherzare aiutandosi fra loro con ironia e autoironia per capire come funziona questo oggetto moderno, ecco, quello vale la pena notarlo. O il vociare chiassoso e festoso che domina tutti i corridoi, animati da gruppetti di amici, coppie di qualunque tipo, famiglie nonni, genitori e bambini con o senza passeggino, scorrazzati con sollievo e comodità, in tutta sicurezza, senza automobili, buche e marciapiedi dissestati, con l’aria condizionata, oppure ancora gli scambi di parole mai impersonali in ascensore fra estranei, tutti in abiti estivi e leggeri: insomma, questo non è un mall di Dubai o di qualunque altra grande città del mondo.

Questo è di fatto un quartiere di Roma, al coperto e su più livelli, nel quale nulla si perde dello spirito libero, allegro e vitale della città che, come per tutte le città, è fatto e definito da chi la vive. Non a caso, quando mia figlia mi ha chiesto se tutte le persone che incontravamo fossero amici miei, eravamo proprio dentro al centro commerciale, non a Campo dei Fiori: con una sola frase mi ha fatto capire quanto sia inutile e insensato aver paura di assorbire e inglobare elementi esterni.

Quando l’identità di partenza è forte, l’introduzione di fattori nuovi arricchisce ma non annichilisce e tutto viene plasmato e adattato di conseguenza. Euroma2 non sarà certo un mercato storico rionale né pretende di esserlo, ma di certo non è e non sarà mai la banale copia sbiadita di un mall di Dubai.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati due dei quattro gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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