Connect with us

Una giornata allo Zoo di Al Ain

Kidzone

Una giornata allo Zoo di Al Ain

Anche chi non si sente a proprio agio negli zoo, perché non ama vedere gli animali in gabbia, non può non rimanere affascinato dallo Zoo Safari di Al Ain. Si tratta del più grande habitat africano ricreato dall’uomo che sorge alle pendici di Jebel Hafeet e delle altre protuberanze rocciose che circondano Al Ain.

Anche chi non si sente a proprio agio negli zoo, perché non ama vedere gli animali in gabbia, non può non rimanere affascinato dallo Zoo Safari di Al Ain. Si tratta del più grande habitat africano ricreato dall’uomo che sorge alle pendici di Jebel Hafeet e delle altre protuberanze rocciose che circondano Al Ain. Ospita piante tipiche e diverse varietà di animali, fra cui molti tipi di gazzelle e antilopi, giraffe, zebre, leoni, rinoceronti (questi ultimi sono schivi, non si fanno vedere quasi mai) e uccelli, in uno scenario molto naturale… sicuramente più autentico di quello da “campagna romana” del vecchio zoo safari di Fiumicino che si visitava quando ero bambina io, a bordo della propria automobile con i finestrini rigorosamente chiusi (la visita fondamentalmente consisteva, almeno nei miei ricordi, nell’aspettare che le scimmie impazzite decidessero di scendere dal cofano e dal tettuccio del veicolo, permettendo ai visitatori di muoversi e magari adocchiare le due povere leonesse che stavano sempre sdraiate a sbadigliare).

Il biglietto può essere acquistato direttamente allo zoo ma in questo caso si corre il rischio di non trovare posto. È meglio effettuare prima la prenotazione telefonica, lasciando nominativo, numero di telefono e quantità di partecipanti. Sono disponibili due opzioni: il giro nel pulmino decorato a tema, che sembra uscito da un film con Bud Spencer e Terence Hill, a 200 aed a persona bambini compresi (non sono ammessi bambini di età inferiore ai 5 anni) oppure nel SUV con autista/guida, per un totale di 1000 Aed e un massimo di sei posti a sedere. In questo ultimo caso è consentito portare i bambini più piccoli. Con il SUV è possibile avvicinarsi ai leoni, con il pulmino ci si accontenta di ammirarli un po’ più da lontano.

Arrivati allo zoo, è necessario acquistare i biglietti veri e propri al botteghino e recarsi presso la zona di attesa, un piccolo majlis all’aperto vicino alla zona dei fenicotteri rosa. Qui si viene raccolti dalla guida e accompagnati con la macchinetta elettrica fino al veicolo scelto. Noi abbiamo optato per il pulmino. Purtroppo e per fortuna nel nostro non funzionava l’aria condizionata, quindi abbiamo effettuato per intero il nostro percorso stando in piedi nella piattaforma aperta posteriore: non eravamo molti e tutti perfettamente in grado di sorreggerci alla balaustra; questo imprevisto, nonostante gli inevitabili sobbalzi, ci ha consentito un contatto molto più diretto e continuo con l’ambiente circostante e con gli animali.

Normalmente invece il percorso viene effettuato seduti all’interno, rigorosamente con le cinture di sicurezza perché il tragitto è dissestato, con qualche sosta nella quale ci si sposta temporaneamente sulla piattaforma esterna, per poi rientrare. Il giro dura un’oretta e la guida (local) illustra con passione in modo semplice e chiaro le caratteristiche delle piante e degli animali che si incontrano, la loro storia e l’eventuale modalità di reinserimento in natura, oltre al funzionamento dei cicli nutritivi all’interno dell’area protetta, il tutto condito con qualche aneddoto e battuta simpatica. Naturalmente il livello di approfondimento dipende anche dalle domande poste dai visitatori. Forniscono anche vaschette di carote da offrire alle zebre e alle giraffe che a volte si avvicinano per mangiare e lasciarsi accarezzare, per la gioia dei bambini (e non solo).

È possibile prenotare in diversi orari. Noi abbiamo scelto quello delle 4 del pomeriggio perché tradizionalmente è l’ora nella quale gli animali escono per mangiare e per bere. In effetti a un certo punto, nel vedere un gruppetto di gazzelle e zebre radunate intorno a uno dei vari laghetti, con qualche giraffa in lontananza, gli ibis, il leone sullo sfondo seduto a guardare l’orizzonte da una protuberanza del paesaggio, le rocce sabbiose, gli arbusti erbosi e la luce gialla del sole basso che si rifletteva sull’acqua, ci è quasi sembrato di essere davvero immersi in uno scenario reale e non all’interno di uno Zoo Safari creato dall’uomo.

Al momento stanno lavorando per introdurre anche gli elefanti, ma il rimboschimento necessario per garantire il nutrimento dei pachidermi richiede molto tempo. Si prevede che l’estensione aprirà verso la fine dell’anno o l’inizio del prossimo. A seguire, ci sarà anche una zona paludosa dedicata a coccodrilli e ippopotami.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

Click to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

More in Kidzone

To Top