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Dubai Water Canal

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Dubai Water Canal

Realizzato nel tempo record di 3 anni, il Dubai Water Canal è stato inaugurato nel novembre 2016. Hanno lavorato alla sua costruzione 4650 operai per un totale di 20 milioni di ore.

Senza dubbio Dubai è una delle città al mondo che vede le maggiori trasformazioni e innovazioni urbanistiche. Il Dubai Water Canal è una di queste: un canale di 3,2 km che, partendo dal Creek nella città vecchia di Dubai, si snoda attraverso Business Bay per terminare nel Golfo Persico.

Costato 2,7 milioni di dirham, il tanto atteso progetto ha richiesto un intervento di trasformazione delle infrastrutture, già esistenti, di una delle aree più frenetiche di Dubai. Eppure l’opera è stata realizzata in soli 3 anni.

Il corso d’acqua, lungo 3,2 km e largo dagli 80 ai 120 metri, si snoda tra l’arteria principale di Dubai, Sheikh Zayed Road, Safa Park e il quartiere residenziale di Jumeirah collegandosi con il Golfo Persico. L’opera aggiunge una lingua di terra di 6,4 km che costeggia il canale, creando un’area di 80.000 mq per spazi pubblici e strutture di vario tipo, oltre ad un percorso di 3 km per correre e una pista ciclabile di 12 km. L’area intorno al canale avrà presto ristoranti e negozi, oltre a circa 5.000 unità abitative e 960 stanze di hotel. I quartieri in progetto sono tre: Gate Towers, Jumeirah e Peninsula.

Tra il canale e il ponte di Sheikh Zayed Road è stata costruita anche una cascata artificiale. Azionata da sensori, viene pompato un flusso costante di acqua attraverso il ponte. La cascata, visibile dalla passeggiata, può essere disattivata quando un sensore individua la presenza di imbarcazioni nelle vicinanze.

L’obiettivo della Roads and Transport Authority (RTA) è di trasformare il corso d’acqua in un hub per il trasporto marittimo, con cinque stazioni per servire sei milioni di passeggeri ogni anno.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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