Connect with us

App, arabo e bambini

App, arabo e bambini

Kidzone

App, arabo e bambini

È uscito qualche giorno fa su The National, il quotidiano di Abu Dhabi, un articolo molto interessante che sicuramente susciterà discussioni: segnala il rischio di alcune App per bambini che insegnano i fondamenti dell’arabo con immagini e musichette accattivanti, come sempre quando ci si rivolge ai bambini, che in realtà celerebbero tentativi di attrarre i più giovani verso la più temuta organizzazione terroristica del momento, l’ISIS.

È uscito qualche giorno fa su The National, il quotidiano di Abu Dhabi, un articolo molto interessante che sicuramente susciterà discussioni: segnala il rischio di alcune App per bambini che insegnano i fondamenti dell’arabo con immagini e musichette accattivanti, come sempre quando ci si rivolge ai bambini, che in realtà celerebbero tentativi di attrarre i più giovani verso la più temuta organizzazione terroristica del momento, l’ISIS.

Naturalmente questo non significa che imparare l’arabo sia il Male, come magari qualche estremista dall’altra parte della staccionata sarà portato a strumentalizzare la cosa; rimane il fatto che la segnalazione è di quelle che suscitano interesse e accendono un campanellino di allarme nell’inconscio, soprattutto per noi genitori qui a Dubai, che nella maggior parte dei casi di arabo non capiamo una parola e mandiamo i nostri figli in scuole che molto frequentemente si appoggiano ai vari supporti informatici per insegnare (e l’arabo è una materia obbligatoria introdotta sin dall’asilo).

Teniamo presente che le scuole serie adottano sistemi di verifica e controllo dei materiali usati dagli insegnanti, condividendoli regolarmente con i genitori e che il rischio per i nostri figli, che vivono in un ambiente comunque tranquillo e controllato, è praticaente inesistente. Comunque, a mio avviso, la notizia è importante per sottolineare un paio di cose, che vanno oltre l’insegnaento di una lingua specifica.

La prima, non ha secondo me senso aver paura degli strumenti moderni, spesso demonizzati e aboliti del tutto prima di una certa età, con il rischio di trasformare i bambini in analfabeti telematici: al contrario, ritengo sia meglio seguirli sin da piccoli educandoli e istruendoli in modo adeguato, un passetto alla volta, selezionando i giochi e i programmi adatti all’età e al singolo bambino, su un uso intelligente e sicuro di tutti gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, perché se usati correttamente non sono un limite ma costituiscono anzi un accrescimento di panorami e potenzialità da esplorare. Negarne l’esistenza risulterebbe alla lunga controproducente perché arriverà comunque il momento in cui saranno esposti, che noi lo vogliamo o no: a quel punto sarà meglio per loro essere consapevoli e informati, che inesperti e vulnerabili a qualunque rischio (bullismo informatico incluso).

La seconda cosa: cosí come ai miei tempi si diceva che la TV non deve essere una baby sitter davanti alla quale parcheggiare la creatura per ore, oggi è bene ricordare che tablet e smartphone non dovrebbero essere lasciati incustoditi a lungo nelle mani dei bambini, ma dovrebbero essere strumenti da usare con i genitori per giocare, imparare, leggere, divertirsi, crescere insieme, naturalmente in parallelo ai sistemi più tradizionali. Il pericolo non è nel mezzo ma nell’uso che se ne fa. Anche una matita appuntita può essere pericolosa nelle mani di un bambino fantasioso lasciato solo.

Insomma, in medio stat virtus, con buona pace degli estremisti di ogni tipo.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati due dei quattro gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

Click to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

More in Kidzone

Authors

Trends

Calendar

December 2016
S M T W T F S
« Nov   Jan »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Tags

To Top