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Quanto sono felici i cittadini di Dubai?

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Quanto sono felici i cittadini di Dubai?

Sono felici i cittadini di Dubai? Secondo il quarto Dubai Social Survey, condotto dalla Community Development Authority (CDA) in collaborazione con il Dubai Statistic Center, sembra proprio di sì. “L’indice di felicità” tra i residenti è aumentato rispetto allo scorso anno e la maggior parte degli intervistati dichiarano di sentirsi sicuri nel vivere a Dubai e di essere soddisfatti. 

Sono felici i cittadini di Dubai? Secondo il quarto Dubai Social Survey, condotto dalla Community Development Authority (CDA) in collaborazione con il Dubai Statistic Center, sembra proprio di sì. “L’indice di felicità” tra i residenti (o quantomeno tra il campione preso in considerazione) è aumentato rispetto allo scorso anno e la maggior parte degli intervistati dichiarano di sentirsi sicuri nel vivere a Dubai e di essere soddisfatti.

Il “degree of happiness” ha raggiunto, in una scala da 0 a 10, 8,2 punti, mentre nel 2011 era al 7,9 e nel 2013 all’8. Al campione, complessivamente 3276 nuclei familiari per 15.165 persone, è stato principalmente chiesto di valutare il livello di sicurezza percepito in città, il livello dei servizi al cittadino e i maggiori problemi sociali percepiti.

“Questa quarta edizione del rapporto – ha sottolineato Ahmad Abdul Karim Julfar, direttore generale del CDA – ha l’obiettivo di acquisire una fotografia chiara del livello di soddisfazione dei cittadini e dei bisogni maggiori della società”.

Tra i risultati, il 98% degli intervistati (sia cittadini che residenti) hanno dichiarato di sentirsi del tutto sicuri mentre camminano in città da soli (stessa risposta per il 91% dei residenti a Hong Kong e Singapore, come registrato nell’ultimo rapporto Global Law and Order Gallup 2015). Il 95% degli intervistati non emiratini ha inoltre dichiarato di avere la libertà di professare la propria religione, mentre il 93% degli intervistati, sempre non emiratini, pensa che complessivamente i diritti umani siano rispettati.

Non solo, il 94% ha affermato che la polizia di Dubai tratti tutti i cittadini in modo equo e il 98% di averne fiducia. Secondo il rapporto, gli anziani sono risultati il segmento più felice, dichiarandosi soddisfatti (il 99%) dei servizi a loro dedicati. Tra gli altri risultati importanti, il 62% delle persone con disabilità ha detto di poter vivere in maniera autosufficiente grazie ai servizi offerti.

Il principe ereditario, Sheikh Hamdan bin Mohammed, ha sottolineato come i risultati del sondaggio siano significativi: “il messaggio più importante – ha detto – è che i residenti di Dubai si sentano al sicuro. Questa non è una novità per gli Emirati Arabi Uniti, poiché lo spirito di tolleranza e il rispetto per le leggi hanno creato una comunità civile, felice e stabile”. Sheikh Hamdan ha aggiunto che il Governo di Dubai si impegna quotdianamente per garantire ai propri cittadini la più alta qualità della vita possibile, utilizzando tutte le risorse per migliorare la competitività economica e sociale. Ma l’indagine ha rivelato anche un altro aspetto importante, secondo quanto sostiene Sheikh Hamdan: “la coesione della famiglia, il rispetto per le leggi e per le tradizioni – ha precisato durante la presentazione del rapporto – sono i valori sociali più importanti per gli Emirati. Questi valori hanno giocato un ruolo importante nel plasmare la storia della nazione, e continueranno a svolgere un ruolo altrettanto importante nel futuro”.

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Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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