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“Tasted and Rated”: la cultura del vino a Dubai

"Tasted and Rated": la cultura del vino a Dubai

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“Tasted and Rated”: la cultura del vino a Dubai

La passione per il vino, per la cucina e un’idea guida: portare la Wine and Hospitality Industry di Dubai in una nuova direzione. Nasce da qui il progetto di Luca Gagliardi, Professional Sommelier e Managing Partner di TastedAndRated, di cerare un blog dedicato non semplicemente al vino, ma alla cultura del vino e alle professionalità che girano intorno a questo mercato. 

La passione per il vino, per la cucina e un’idea guida: portare la Wine and Hospitality Industry di Dubai in una nuova direzione. Nasce da qui il progetto di Luca Gagliardi, Professional Sommelier e Managing Partner di TastedAndRated, di cerare un blog dedicato non semplicemente al vino, ma alla cultura del vino e alle professionalità che girano intorno a questo mercato. “Tasted and Rated”, questo il nome del blog, online da un mese, propone articoli e interviste ai professionisti del settore, oltre ad una sezione dedicata alle recensioni delle bottiglie disponibili qui negli Emirati e non solo.

Luca Gagliardi ci spiega il suo impegno, la sua filosofia e ci dà qualche consiglio sulle migliori bottiglie italiane che si possono bere qui a Dubai.

Da dove e da chi nasce il progetto “Tasted and Rated”?

Erano oramai anni che volevamo sviluppare questo progetto, con il mio partner Garth Beer. Per molto tempo abbiamo rincorso un Wine Bar da aprire insieme, ma ogni volta che avevamo una location per le mani, per una ragione o l’altra, qualcun altro ce la toglieva. Il Wine blog doveva essere di spalle al Wine bar, ma il tempo passava così ad agosto abbiamo deciso di lanciarlo comunque, senza il Wine bar, e il 2 novembre è finalmente partito.

Perché la scelta di Dubai e degli Emirati, un Paese non facile dove portare la cultura del vino?

Vivo a Dubai da 14 anni. Sono stato uno dei primi sommelier ad averci messo piede, il primo sommelier a essere riconosciuto tale dall’Hotelier Awards nel 2007. Il primo e ultimo a scrivere su Time Out Dubai recensioni di vino dal 2003 fino al 2005, quando poi è stato deciso di bloccare ogni parola che incoraggiasse all’alcol sulla carta stampata. Insomma, Dubai non sarà all’altezza di alter grandi città, ma io son rimasto proprio per far evolvere questo mercato, e come me ci sono molte altre persone che stanno lavorando in questa direzione, e piano piano ce la faremo.

A che punto sono, qui a Dubai, la conoscenza e l’interesse per l’enogastronomia?

L’interesse c’è, ma i prezzi dei vini non sono convenienti. Una bottiglia che in Europa paghi al ristorante 10 euro, qui la paghi 80-90 euro, perciò è molto difficile coltivare questo interesse. Si spera che sia gli importatori che i ristoratori se ne prendano le responsabilità e cerchino insieme di moderare i prezzi, come già sta avvenendo in alcuni locali della città.

Che cosa troviamo sul blog “Tasted and Rated”?

Potete trovare le storie e le filosofie, con un format Q&A, dei professionisti di Dubai che aiutano a modellare questo mercato. Professionisti sommelier, bartender, chef e chiunque venga da fuori, come winemaker, marketing managers di cantine, guest bartender, che fanno magari alcune serate nei bar qui a Dubai. Il blog ha inoltre una sezione di review di vini che si trovano nei retail di Dubai e degli altri emirati come Abu Dhabi e ben presto Ras Al Khaimah. Parliamo solo dei vini che vengono venduti nel “trade” di ristoranti e alberghi, e di vini che assaggiamo noi a casa nostra o di amici quando organizziamo le sommelier dinner. Infine, abbiamo amici sommelier che ci faranno wine reviw da altri Paesi del mondo, come Lee dall’Australia, ben Presto Antonella dalla Puglia e Vito dallo Champagne. Man mano che andremo avanti avremmo recensioni da tutto il mondo.

Quali sono i vini più richiesti e apprezzati a Dubai?

I francesi la fanno sempre da padrone sui Fine Wine, ma gli Italiani sono quelli che vendono di più. Il pinot Grigio è il vitigno più venduto negli Emirati e sarà presto raggiunto dal Prosecco. In altri mercati, i nostri vitigni autoctoni stanno andando molto bene, come il Nebbiolo, la Barbera, il Gaglioppo di Ciro e il Primitivo di Manduria.

Quali sono i vini che lei ama di più e quelli che consiglia qui negli Emirati?

Io sono un appassionato del Bordeaux, nelle mie cantine personali, sia a Dubai che in Austria, compro solo Bordeaux. Ultimamente però sto riscoprendo l’Italia con il Nerello Mescalese dell’Etna, il Nero d’Avola, il Pecorino, la Passerina, tutti vitigni autoctoni che, grazie a una migliore tecnica di vinificazione, stanno dando dei prodotti fenomenali e apprezzati dal resto del mondo. A Dubai ho sempre consigliato il Primitivo Pugliese, Insolia, Fiano di Avellino, Ribolla Gialla, Friulano del Collio, vini che veramente danno la tipicità del territorio a un buon prezzo.

Organizzerete anche eventi, corsi, degustazioni?

Sí certamente, Wine dinner di sicuro. Stiamo parlando con importatori e ristoratori per avere dei prezzi accessibili per eventi di questo genere e cominciare con il nuovo anno. Per il resto ci stiamo ancora lavorando: siamo nati da appena un mese e abbiamo tantissima strada da fare e tantissime novità da portare in questo mercato.

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Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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