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Una giornata diversa tra dinosauri e luci

Una giornata diversa tra dinosauri e luci

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Una giornata diversa tra dinosauri e luci

All’interno del Zabeel Park, uno dei parchi storici più amati di Dubai, è presente una nuova attrazione, il Dinosaur Park. Biglietto di ingresso al di sopra dei 3 anni, 60 aed. Si tratta di una nuova installazione che prevede dinosauri-robot a dimensioni naturali realizzati con grande accuratezza nei dettagli e animazione parziale, disposti lungo la metà di un percorso ad anello attorno a uno dei laghetti del parco cittadino, a creare scenari e situazioni “reali” in mezzo alla natura.

All’interno del Zabeel Park, uno dei parchi storici più amati di Dubai, è presente una nuova attrazione, il Dinosaur Park. Biglietto di ingresso al di sopra dei 3 anni, 60 aed. Si tratta di una nuova installazione che prevede dinosauri-robot a dimensioni naturali realizzati con grande accuratezza nei dettagli e animazione parziale, disposti lungo la metà di un percorso ad anello attorno a uno dei laghetti del parco cittadino, a creare scenari e situazioni “reali” in mezzo alla natura.

Gli altoparlanti che riproducono i versi e il movimento si attivano, a volte, a intervalli prestabiliti, altre volte sono azionati da sensori al passaggio dei visitatori. Questo, unito alla fluidità di movimento dei “robot”, al materiale di copertura molto realistico, alla precisione dei dettagli come le palpebre che si aprono e chiudono sugli occhi vividi o alla lingua mobile nella bocca e alla presenza, in alcuni casi, di piante finte che riprendono quelle dell’epoca o di “uova di dinosauro” di varie dimensioni, convince i più piccoli che forse si tratta di creature vere!

I bambini grandi invece trovano interessanti i continui riferimenti a Jurassic Park e la suddivisione per epoche e generazioni successive dei dinosauri, ben descritti in pannelli sintetici, ma completi, lungo il percorso.

La storia si conclude, come sappiamo, con l’estinzione delle gigantesche creature. Anche questa fase è rappresentata, insieme alle ipotesi più diffuse: infatti al termine del semi-anello si trova una zona collinare dominata da un piccolo vulcano e un meteorite conficcato nel terreno, con diversi dinosauri caduti a terra; a seguire sono rappresentati i fossili.

La malinconia del momento è presto superata passando nella zona successiva, quella delle playarea a tema (in precedenza si incontra anche una delle classiche aree gioco di Zabeel Park, sempre presenti e sempre amate dai bambini). Qui ci sono un paio di bancarelle di souvenir, il banchetto per il face-painting, bancarelle di gelati, dolciumi, snack salati, uno dei vari Tim Horton’s che delineano il percorso e, soprattutto, i giochi: un piccolo bouncy castle, un grande trampolino con cesti per la pallacanestro, un trenino circolare e una giostrina con dinosauri (ricordano molto, devo dire, quelli di Potato City di Peppa Pig). C’è, soprattutto, un recinto con veri-finti dinosauri animati realizzati, come gli altri, con grande realismo; sono un po’ più grandi di un pony, dotati di sella; per la modica cifra di 30 aed i bambini possono fare un giro, ovviamente accompagnati da una addetta, vivendo la sensazione di cavalcare una di queste creature del passato. Sempre in questa zona, un’ultima sorpresa: al passaggio, uno stridìo attira lo sguardo verso l’alto e ci si ritrova sovrastati da uno pterodattilo sospeso in aria, che “vola” (e incute una certa soggezione).

Oltre il vulcano inizia la seconda parte dell’installazione che di fatto è una attrazione a sé stante: il Garden Glow. Il Garden Glow è costituito da una serie fantastica di strutture temporanee di cartapesta e luci che riproducono in dimensioni giganti con coreografie sontuose creature fantastiche, fiori, piante, animali, oggetti, meduse, funghi, palazzi, lanterne, ostriche, perfino una carrozza magica trainata da un unicorno alato… elementi ispirati in parte alle favole e in parte alla fantasia più sfrenata. Le luci vengono accese verso le 5 del pomeriggio, prima del tramonto. Al calar del sole l’effetto è estremamente suggestivo, magico.

È quindi suggeribile visitare il Dinosaur Park verso le 4.30 in questa stagione, per ammirare con calma, alla luce naturale, tutti i robot, leggere agevolmente i pannelli esplicativi e godersi la passeggiata senza fretta, magari lasciare giocare un poco i bambini che saranno inevitabilmente distratti dalle playarea e fermarsi per una sosta in uno dei punti di ristoro. Poi, all’arrivo del primo buio, immergersi nell’incanto dei giochi di luce del Garden Glow.

Attenzione ad un paio di scatole di derivazione con grosse prese elettriche non protette, alcuni cavi elettrici adiacenti a quelli per l’irrigazione e a qualche gabbia in metallo arrugginito accantonata nei pressi della zona barbecue, accanto a un’ulteriore playarea: qualche bambino più entusiasta potrebbe pensare di allontanarsi dal percorso di base e rischiare di farsi male.

Un modo alternativo per fare il giro del parco consiste nel salire a bordo del fatidico trenino con i sedili a forma di panda, per la modica cifra di una quindicina di dirham per i bambini e circa 25 per un adulto: rovinati per rovinati, abbiamo pensato di provare. Il trenino è scomodo e cigolante, e sembra a tratti avanzare con fatica fra i cavi protetti da zoccoletti di plastica che attraversano il sentiero, al punto che a volte i passeggeri sono costretti a scendere, aiutare a spingere e risalire (sic). Consente però di vedere davvero tutto, attraversando anche le strutture ad arco e ponte multicolore con una velocità comunque superiore a quella che si ha andando a piedi; come ha urlato entusiasta nostra figlia passando a bordo del treno-panda in mezzo alla struttura a volta a botte formata da lunghe travi di luci cangianti: “We are in a time tunnel!”. Ed è così. Anzi, a ripensarci, l’intera visita, nella prima e nella seconda metà dell’installazione, è un viaggio nel tempo vero e proprio, per grandi e piccini.

Nata a Roma, una laurea in Ingegneria meccanica biomedica, dopo una carriera in multinazionali del settore IT lavora da parecchi anni come traduttrice professionale free-lance. Ha un diploma in Interior design ed è fra le prime socie fondatrici del Club Soroptimist International Gulf-Dubai, il primo in assoluto in questa parte di mondo. Ama Dubai con tutte le sue contraddizioni, anche perché qui è nata la sua bambina ed è qui che sono stati adottati due dei quattro gatti che compongono il suo nucleo familiare. Desidera condividere le proprie esperienze in questa città a volte stancante, ma sempre sorprendente, con gli expat, Italiani e non, che continuano ad arrivare a Dubai.

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