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L’Iva arriva anche negli Emirati

L'Iva arriva anche negli Emirati

Dubai 2020

L’Iva arriva anche negli Emirati

Gli Emirati Arabi Uniti fanno un altro passo avanti molto importante sulla strada verso la compliance alle best practices fiscali e, dopo aver iniziato l’implementazione del secondo step delle procedure OCSE per lo scambio di informazioni, intrapreso all’inizio del 2016, ora il Ministero delle Finanze annuncia l’introduzione dell’IVA per le imprese operanti sul territorio emiratino.

di Alessandro Cianfrone e Mauro Finiguerra

Gli Emirati Arabi Uniti fanno un altro passo avanti molto importante sulla strada verso la compliance alle best practices fiscali e, dopo aver iniziato l’implementazione del secondo step delle procedure Ocse per lo scambio di informazioni, intrapreso all’inizio del 2016, ora il Ministero delle Finanze annuncia l’introduzione dell’Iva per le imprese operanti sul territorio emiratino.

Le Autorità Emiratine hanno infatti comunicato che è prevista l’introduzione dell’Iva per le imprese operanti sul territorio degli Emirati Arabi Uniti. Non è stata indicata una data di decorrenza precisa del nuovo obbligo e, sicuramente, occorrerà un adeguato periodo di tempo affinchè il Ministero delle Finanze possa creare l’organizzazione necessaria e definire le procedure operative e applicative che le imprese dovranno adottare per mettersi in regola con la nuova norma.

È stato solo comunicato che, almeno inizialmente, saranno obbligate al regime della tassazione sulle vendite le imprese con un fatturato annuo superiore a 3,75 milioni di aed (circa 920.000 euro), mentre per le imprese con fatturato compreso fra 1,87 milioni di aed (circa 460.000 euro) e il limite precedente, la registrazione ai fini Iva sarà solo facoltativa. Per le imprese il cui fatturato è al di sotto del limite più basso, invece, al momento non sarà obbligatoria la registrazione ai fini Iva.

Tuttavia il Ministero delle Finanze emiratino, con una decisione per certi versi sorprendente, ha comunicato che, anche al di là delle soglie indicate, in ogni caso l’obbligo di registrazione ai fini Iva sarà progressivamente esteso a tutte le imprese che operano sul territorio degli Emirati Arabi Uniti.

L’intenzione del Governo degli Emirati è chiara ma stupisce. Infatti, in tutti i Paesi dell’Ocse, a parte pochissime eccezioni, il regime Iva prevede l’esenzione per determinate soglie di fatturato (seppur minimo) o secondo la natura di beni e servizi ceduti o prestati (servizi sanitari, cessioni di denaro, ecc.).

Certo, la discussione nell’ambito economico locale è appena iniziata e dovrà occuparsi di verificare l’impatto dell’introduzione del tributo su tutto il sistema economico-finanziario emiratino, ma anche su quello politico, sociale e sanitario.

Infatti il nuovo tributo, del quale non si conoscono ancora la o le aliquote, potrebbe aumentare i costi per la conduzione delle attività di impresa in generale, anche sotto il profilo degli adempimenti che saranno necessari per adempiere l’obbligazione della liquidazione e del pagamento dell’imposta. Sicuramente aumenteranno, invece, i costi per i cittadini, in un territorio dove già ora il costo della vita non è indifferente. Proprio sotto questo profilo socio-politico, il Governo dovrà individuare le soglie di esenzione in modo sufficientemente ampio da evitare un eccessivo impatto sul sistema sociale.

Inoltre, le soglie andranno decise anche tenendo conto, da una parte, dell’impatto sulle micro-imprese, che dovranno sostenere costi burocratici e fiscali eccessivamente onerosi rispetto al proprio volume di affari, cercando di limitare alle sole medie e grandi imprese l’onerosità fiscale e il maggior carico contabile; dall’altra parte, occorrerà evitare che l’amministrazione finanziaria debba impiegare risorse preziose per controllare la registrazione e gli adempimenti di imprese dal limitato impatto economico-finanziario.

Tuttavia, l’esperienza di altri Paesi che hanno introdotto soglie di esenzione limitata offre spunti di riflessioni contrastanti. Infatti spesso le imprese non obbligate si registrano comunque volontariamente in quanto i loro fornitori sono soggetti Iva e dunque non essere registrate darebbe loro un maggior carico in termini di costo di produzione poiché, non potendo dedurre l’IVA sugli acquisti dovrebbero scaricarla sui costi senza poterla recuperare, con un conseguente aumento dei costi al consumo.

Bisogna ricordare che il sistema di tassazione Iva può incidere sul regime di libera concorrenza e sugli scambi internazionali, senza contare la necessità di conoscere se i propri clienti e fornitori sono o meno, a propria volta, soggetti Iva, con tutto quello che ne consegue a livello di flussi di cassa in entrata e in uscita e di impatto sui bilanci e sulla contabilità delle imprese.

D’altronde, se da una parte l’introduzione dell’Iva potrà far retrocedere gli Emirati di qualche posto nella graduatoria dei Paesi dove è più facile fare business, dall’altra gli incassi di questa imposta oltre a quelli delle accise e, un domani, di imposte dirette, magari anche di limitato importo, potranno dare ossigeno prezioso alle casse emiratine per procedere al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile programmati.

Ora non resta che consentire al sistema, dopo una adeguata e necessaria discussione pubblica e dopo un adeguato e consistente periodo di tempo, di sedimentare la novità, in modo che sia le imprese che l’amministrazione finanziaria possano essere preparate e predisporsi a implementare tutti gli strumenti organizzativi necessari per rendere operativa l’applicazione dell’imposta.

Mauro Finiguerra e Alessandro Cianfrone sono Dottori Commercialisti e Revisori dei Conti, esperti in fiscalità internazionale e internazionalizzazione d’impresa. Svolgono attività di consulenza fiscale internazionale a favore di clienti italiani ed esteri. 

AUTORI Mauro Finiguerra ByElisabetta NorziPublished on November 14, 2014 SHARE TWEET COMMENT Dottore Commercialista e titolare dello Studio Finiguerra, da anni si occupa di internazionalizzazione delle imprese, svolgendo attività di consulenza e assistenza nella fiscalità domestica, convenzionale e internazionale. Docente ai corsi di aggiornamento su fiscalità internazionale, contenzioso e tutela del patrimonio, svolge attività di docente del Sole 24 Ore ed è co-autore di articoli sull’internazionalizzazione d’impresa. Gestisce la rubrica “Economia e Lavoro” sul portale web Puntosanremo, e la rubrica “Il caffè sospeso” sul portale “La Legge per Tutti”. È Presidente del Comitato Scientifico di Dubaitaly2020, la piattaforma di professionisti esperti di internazionalizzazione, nata con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del mercato emiratino e di creare un percorso di crescita per tutti coloro intenzionati a sviluppare il proprio business nel Golfo.

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