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Introduzione Iva: qualche aggiornamento

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Introduzione Iva: qualche aggiornamento

Come annunciato, nel corso dell’estate il Ministry of Finance darà maggiori dettagli sull’introduzione dell’Iva che, negli Emirati Arabi, entrerà in vigore dal 2018. La prima novità resa nota è che le imprese con un fatturato annuo di almeno 3,75 milioni di dirham saranno le prime ad avere l’obbligo di registrarsi.

Come annunciato, nel corso dell’estate il Ministry of Finance darà maggiori dettagli sull’introduzione dell’Iva che, negli Emirati Arabi, entrerà in vigore dal 2018.
La prima novità resa nota è che le imprese con un fatturato annuo di almeno 3,75 milioni di dirham saranno le prime ad avere l’obbligo di registrarsi e a dover versare la nuova tassa, mentre le imprese con un fatturato annuo tra 1,87 e 3,75 milioni di dirham, avranno per ora la possibilità di iscriversi volontariamente. Per tutte le altre aziende (escluse le piccole attività, i cui limiti non sono ancora stati resi noti), la registrazione diventerà obbligatoria gradualmente, nel corso dei prossimi anni.

Come ormai sappiamo, dal primo gennaio del 2018, su delibera del GCC Supreme Council, negli Uae e negli altri Paesi del Golfo verrà inserita la tassa, che avrà un valore del 5%. Secondo quanto ha dichiarata il Presidente del Fondo monetario internazionale, si tratta di una manovra obbligata per far fronte al drastico calo del prezzo del petrolio di questo ultimo anno. Per ora non saranno introdotte imposte sul reddito, ma il Ministero non ha negato la possibilità che ciò possa accadere in un futuro molto prossimo.

Dell’introduzione dell’Iva se ne discuteva dal 2007, ma solo adesso, con le difficoltà legate al prezzo del barile, i Paesi Gcc hanno agito concretamente (e velocemente), e sono riusciti a trovare l’ accordo (hanno firmato Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi, Kuwait, Oman, Qatar). La tassa deve chiaramente entrare in vigore il più possibile simultaneamente nei diversi Paesi, per evitare il traffico di beni non tassati da una nazione all’altra e uno scompenso della competitività tra Stato e Stato.

Ci sarà quindi un lungo lasso di tempo per permettere, soprattutto alle attività private, di prepararsi alla nuova burocrazia fiscale. Sarà invece di un anno, dal primo gennaio 2018 fino al primo gennaio 2019, il periodo concesso perché tutti e sei i Paesi introducano effettivamente la tassa. Al momento saranno esclusi dall’Iva 150 prodotti alimentari di base (l’elenco non è ancora stato divulgato), l’istruzione, la sanità e i servizi sociali.

Rispetto agli standard di altri paesi del mondo, i Paesi Gcc hanno comunque introdotto una percentuale molto bassa: l’Iva più alta se l’aggiudica l’Ungheria, 27%, seguita da Islanda, 25,5%, Croazia, Danimarca, Norvegia e Svezia, 25%.

Si prevede che, nel primo anno dall’introduzione della nuova tassa, gli Emirati avranno un’entrata compresa tra i 10 e i 12 miliardi di dirham.

Per maggior informazioni, sul sito del Ministry of Finance potete trovare un elenco di Faq utili, oppure potete scrivere alla mail dedicata taxenquiries@mof.gov.ae.

The Dubaitaly Press Team

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