Bud Spencer, un gigante immortale

* “Piedone lo sbirro”, 1973

 

Svegliarsi una mattina estiva qualunque a Dubai, nell’ultima settimana o quasi di Ramadan, con tutti che stanno partendo per le vacanze o per sempre, e leggere che Bud Spencer non c’è più. Il Piedone più amato credo dagli Italiani, in patria e all’estero, il Bambino di Trinità, ci lascia davvero tutti orfani.

Ci siamo cresciuti tutti con i film di Bud Spencer e Terence Hill, e per noi che viviamo all’estero i ricordi di infanzia sono ancora più importanti.

Non so se esagero, ma le battute dei suoi film sono fra le più usate e citate nella nostra comunità, senza bisogno di spiegazioni, le capiamo tutti al volo subito, maschietti e femminucce.

Anni fa mi sentii tanto orgogliosa perché un collega straniero di mio marito in Bahrain gli fece una battuta, parlando di karting nel deserto, sulla dune buggy rossa con la cappottina gialla. Eravamo arrivati qui da poco, mi sentivo ancora sradicata e facevo fatica a inserirmi nella cultura locale. Non dimentico la sensazione di “casa” provata quando aprii l’sms di mio marito che da lontano mi raccontava del curioso episodio.

Sì, lo so che poi Bud Spencer è cresciuto artisticamente (per me era già un gigante comunque, e non solo fisicamente) e che ha fatto altre cose importanti, ma per noi che siamo qui da un po’ di anni e abbiamo via via iniziato a perdere qualche contatto, davvero, i ricordi dei cinema quando non erano multisala e i posti non erano numerati e si poteva rimanere a vedere il film per tre volte di fila che nessuno ti diceva niente, in quei pomeriggi con i nostri papà, a ridere forte per quegli sganassoni dati mai con cattiveria, dove nessuno moriva mai e dove nessuno si faceva mai male, e i buoni erano quelli che proteggevano sempre i più deboli, animali della giungla inclusi (cosa che qui ogni tanto ci vorrebbe proprio), e alla fine vincevano, sempre con quell’ironia scanzonata e mai volgare. Credo siano stati inconsapevolmente una formazione comune che ci portiamo dietro ovunque.

Addirittura, strana coincidenza a ripensarci ora, qualche settimana fa, con le amiche del gruppo di lettura in italiano di Dubai, nello stilare una lista dei film che consideriamo importanti per la formazione dei nostri figli pre-adolescenti e adolescenti che crescono all’estero, con poche occasioni di assorbire la cinematografia italiana, fra i grandi classici qualche film di Bud Spencer e Terence Hill è entrato di diritto.

Insomma, oggi siamo tristi.
Credevamo davvero che Bud Spencer fosse immortale. Per noi, a ben pensarci, lo è.

Leave a comment