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Luca Vullo: gli italiani nel mondo e la gestualità

Luca Vullo: gli italiani nel mondo e la gestualità

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Luca Vullo: gli italiani nel mondo e la gestualità

“Quando siete in Italia dovete andare nei mercati, girare per le strade, nelle piazze e fermarvi semplicemente a guardare le facce, le mani e il corpo delle persone. Potrete così assistere ad un meraviglioso spettacolo e comprendere il non semplice codice della comunicazione non verbale”. Chi parla è Luca Vullo, regista e produttore siciliano considerato tra i maggiori esperti di gestualità italiana nel mondo. 

“Posso affermare serenamente di aver ideato e creato una delle attività più stimolanti e divertenti della mia vita – spiega Luca Vullo a Dubaitaly -. La mia missione è trasformare la visione stereotipata della gestualità italiana in uno studio applicato del patrimonio linguistico e culturale di inestimabile valore, che permette di comprendere meglio gli italiani e la loro mentalità”. Secondo il regista, infatti, “la comunicazione non verbale è la più antica ed emozionale forma di interazione fra gli individui ed è interessante scoprire che lo studio di gesti ed espressioni facciali è fondamentale per non trovarsi di fronte ad incomprensioni interculturali”. Tutto questo combinato alle ottime doti performative e comunicative di Luca Vullo (“così dice l’audience”, tiene a precisare) che rendono i suoi workshop spettacoli unici, divertenti, educativi e interattivi.

Ma in questo momento Vullo è impegnato anche in un nuovo importante, e attualissimo, progetto: il 22 giugno presenterà, al Cinema Genesis di Londra, il suo ultimo documentario indipendente INFLUX. Realizzato nella capitale inglese, il film raccoglie interviste e testimonianze dalla numerosa comunità italiana londinese, per farci comprendere che cosa spinga tante persone a lasciare il nostro Paese e a realizzarsi fuori dall’Italia. “Siamo di fronte ad una delle più importanti emigrazioni italiane degli ultimi anni – sottolinea Vullo – e Londra è certamente la calamita principale in Europa, il nuovo Eldorado”.

Lui stesso si definisce “parte di questo Influx” e lavorando da tempo al tema dell’emigrazione, dopo aver realizzato nel 2008 il documentario “Dallo zolfo al carbone” sul patto Italo Belga del 1946 e la conseguente emigrazione degli italiani per lavorare nelle miniere di carbone, Vullo si ritrova oggi ad osservare un altro tipo di emigrazione: “non mancano i punti di connessione e le differenze con la vecchia emigrazione – aggiunge Vullo -, ma di certo un dato è chiaro: gli italiani sentono l’esigenza di cambiare paese e spesso anche residenza, pur rimanendo fortemente legati alla terra di origine. Il film per me è una autoanalisi corale per cercare di comprendere come sta il popolo italiano emotivamente e psicologicamente e non soltanto economicamente. Londra diventa lo specchio che ci permette di osservarci meglio in profondità nel bene e nel male”.

Sperando di vedere presto Luca Vullo a Dubai, vi proponiamo un riassunto in video del suo lavoro:

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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