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Vita da expat: perché Dubai?

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Vita da expat: perché Dubai?

“Ciao Simone come stai? Ti vedo stanco stamattina””Si in effetti ho dormito poco ieri: il mio coinquilino ha fatto festa e mi sono lasciato coinvolgere, ma non ho più l’età per certe cose e la mattina mi sveglio alle 5 per venire a lavorare” “Allora oggi niente di speciale per i clienti, se sei così stanco” “No anzi! Oggi lavoro ai fritti: sai in Italia è Carnevale e anche se qui non si festeggia abbiamo ricevuto molti ordini di frappe e castagnole” “Già, il Carnevale…da che cosa ti vesti?” “Io sono pasticcere tutto l’anno!”

“Ciao Simone come stai? Ti vedo stanco stamattina””Si in effetti ho dormito poco ieri: il mio coinquilino ha fatto festa e mi sono lasciato coinvolgere, ma non ho più l’età per certe cose e la mattina mi sveglio alle 5 per venire a lavorare”
“Allora oggi niente di speciale per i clienti, se sei così stanco”
“No anzi! Oggi lavoro ai fritti: sai in Italia è Carnevale e anche se qui non si festeggia abbiamo ricevuto molti ordini di frappe e castagnole”
“Già, il Carnevale…da che cosa ti vesti?”
“Io sono pasticcere tutto l’anno!”

Simone non ti dice la sua età, ma ad occhio lo vedi che avrà passato da poco la quarantina. E’ un tipo chiuso, che non dà molta confidenza, e difficilmente gli strappi un sorriso o una chiacchiera un po’ più prolissa; preferisce starsene in solitaria, magari fuma una sigaretta appoggiandosi allo stipite della porta sul retro della cucina in cui lavora e te ne accorgi perché gli vedi giusto lo zoccolo bianco che spunta per sorreggere la porta e i riccioli di fumo della sigaretta che escono.

Simone viene da Macerata, è per così dire figlio d’arte: il papà aveva un laboratorio di pasticceria proprio nel centro cittadino e aveva avviato alla vita del pasticcere anche lui, ma come si sa panettieri e pasticceri si devono svegliare presto la mattina, hanno pochi contatti con i clienti e quando sei giovane preferisci divertirti. Per cui il mio amico Simone ha lasciato il padre e l’attività avviata e si è messo in proprio con il fratello: un bar che hanno tenuto per ben 18 anni. Poi un bel giorno hanno offerto loro una cifra troppo bella per poter essere rifiutata e hanno venduto l’attività. “E mo’ che faccio?”. E gli è tornato alla mente che lui, di professione, era pasticcere. Praticamente dal giorno dopo ha iniziato a lavorare nelle pasticcerie, poi nei ristoranti e poi è partito ed è stato in giro per il mondo. Persino a Cuba, ma solo per periodi brevi perché, dice lui, non ha mai trovato nulla che lo trattenesse.

Poi è approdato a Dubai e, così come era stato in altri posti, sarebbe dovuto restare solo per pochi mesi. Invece è già passato un anno e non ha intenzione di tornare in Italia, ancora.
“Cosa ti trattiene qui Simone? Hai trovato l’amore?”
“Sì l’amore, ormai manco ci spero più!”
“Allora cosa? Lo stipendio buono? Il clima? Gli amici?”

Lui mi guarda e non mi sa dare una risposta, alza le spalle e farfuglia che non lo sa neppure lui, ma ancora non ci pensa a tornare o a spostarsi. Ecco questa è la risposta che più o meno mi danno tutte le persone a cui chiedo come vedono il loro futuro qui o per quanto tempo ancora si vedono in questa città. Dubai è una terra particolare, una terra in cui quando approdi puoi conoscere le motivazioni che ti hanno spinto ad arrivarci, ma non sei davvero preparato a nulla e, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, ti ci ritrovi a vivere ormai consapevole che ci sarà sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Simone, 43 anni, pasticcere al Cento per Cento Italian Restaurant

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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