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Vita da expat: abituarsi a Dubai

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Vita da expat: abituarsi a Dubai

Ho incontrato Claudia un giorno che passeggiavo con mio figlio, stava seduta su una panchina di fronte alla fontana, una di quelle fontane qui a Dubai che spruzzano l’acqua ad intervalli ritmici con i getti dal pavimento e che zuppano i bimbi facendoli refrigerare divertendosi. 

Ho incontrato Claudia un giorno che passeggiavo con mio figlio, stava seduta su una panchina di fronte alla fontana, una di quelle fontane qui a Dubai che spruzzano l’acqua ad intervalli ritmici con i getti dal pavimento e che zuppano i bimbi facendoli refrigerare divertendosi. Guardava il figlio che giocava con una macchinina e siccome di tanto in tanto lo richiamava per non farlo allontanare troppo, ho capito che era italiana e mi sono avvicinata.”Ciao”
“Ciao”, mi dice dopo avermi guardata con aria interrogativa. Aveva lo sguardo un po’ distaccato, ma sempre vigile verso il figlio che non perdeva di vista un attimo. Era palese non avesse molta voglia di attaccar bottone, ma forse per cortesia o forse per curiosità o semplicemente perché i nostri due piccini si erano messi a giocare insieme, ci scambiammo qualche battuta e nel giro di poco eravamo già entrate in sintonia, come spesso capita qui a Dubai quando incontri una “compaesana”.

Claudia è una ragazza vivace, dimostra meno anni di quelli che ha, ma quando l’ho conosciuta aveva un velo di tristezza che palesemente le impediva di essere frizzante ed allegra come poi ho invece scoperto essere.
“Come mai qui a Dubai?”
“Eh, bella domanda, me lo chiedo anche io ancora!”. Mi raccontò allora di essersi trasferita da pochissimo per seguire il marito venuto qui per lavoro. Si sentiva ancora molto confusa ed impaurita e non faceva che domandarsi se avesse fatto la cosa giusta per il figlio, che aveva 3 anni. Le mancava la sua libertà di prendere la macchina ed uscire, i suoi amici, la palestra, i prodotti alimentari che trovava al “suo” supermarket e…le mancava la famiglia, cui era attaccatissima.

Avrei voluto spiegarle il mio punto di vista, quasi consolarla: mi aveva davvero segnato il suo sguardo vuoto, ma si era fatto tardi e lei, salutandomi frettolosamente, ha preso il figlio ed è sparita senza neppure scambiarci un contatto. Qualche tempo dopo mi sento bussare alla spalla mentre ero alla cassa di un supermercato, mi giro ed ecco Claudia.
“Ciao”
“Hey ciao come stai?”
“Wow bene grazie”
“Il piccolo?”
“Mio figlio ha cominciato ad andare in una nursery ed è felicissimo! Lo vedo sereno e a casa canticchia le canzoncine che impara all’asilo, in inglese sai?”
“E tu? Tu come stai Claudia?”. Fa un sorriso bellissimo e mi dice tirando un sospiro: “sto bene, anzi molto bene. Dubai è tutta una scoperta. All’inizio mi sono rintanata nei Mall per passare il tempo, ma poi ho preso a fare lunghe passeggiate nei parchi, ad andare per mercatini, a cercare di addentrarmi nella quotidianità e sebbene non abbia ancora capito alcune cose tipo come funzionano le scuole o quanto possa fare effettivamente caldo in estate, ti dico che vivere qui mi sta piacendo moltissimo e lo trovo anche assai stimolate come posto. Ti dà l’opportunità di reinventarti e anche se non hai un lavoro, ma perché non lo vuoi, che qui ti cade addosso il lavoro, non ci si annoia. Già solo star seduti ad osservare le differenze tra questo mondo ed il nostro è qualcosa che mi arricchisce”.

Claudia oggi ancora non lavora, dice che il marito guadagna abbastanza. Lei aspetta un altro bimbo che ha deciso partorirà in una delle strutture di Dubai, mi ha confessato ne ha visitate molte e si sente sicura. Chiama i genitori ed il fratello tutti i giorni via internet, anche più volte al giorno. Ha una sua cerchia di amicizie e ci ha tenuto a dirmi che ha trovato un salone di bellezza in cui almeno una volta alla settimana va per farsi coccolare. Hanno preso una macchina e lei si è fatta anche convertire la patente per poter circolare qui tranquillamente, ma preferisce muoversi con la metro perché è comoda e le permette di fare movimento senza dover andare ad annoiarsi troppo spesso in palestra.

Claudia, 37 anni, mamma e moglie a tempo pieno

Nata a Roma, una laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne e un Master in Gestione delle risorse umane, ha lavorato per anni come sales ed export manager in aziende multinazionali che l’hanno portata in giro per il mondo. Eclettica e curiosa, dopo la nascita di suo figlio ha deciso di alimentare le sue passioni: la scrittura e la cucina. Approdata a Dubai per seguire il lavoro del marito, vive la città andando alla ricerca di usi, costumi e tradizioni locali.

3 Comments

3 Comments

  1. honey1407@libero.it

    February 18, 2016 at 12:07 am

    Ciao Francesca,nessuno più di me può capirti!
    Sembra che ne siamo più di qualcuna con lo stesso dilemma…
    per quello che posso dirti dalla mia personale esperienza ma anche per quel che vedo da altre famiglie trasferitesi qui, il salto c’è, la distanza anche, ma in non molto tempo con un poco di buona volontà e forza di animo si comincia ad apprezzare pienamente la scelta di trasferirsi… e per più di una sola ragione a dirla tutta!!!!!!
    Risulta abbastanza indispensabile la conoscenza della lingua inglese (da parte degli adulti) che è parlata praticamente ovunque, gli asili per i più piccolini sono molto accoglienti e le scuole non sono certo da meno. Bimbi dell’età delle tue figlie non ci mettono troppo ad integrarsi… forse ci mettiamo un pochino di più noi!
    Nonni e zii faranno vacanze beate almeno 2 volte l’anno!!!

    • franceschina.costa@gmail.com

      February 18, 2016 at 12:31 am

      Grazie per le tue parole.La mia paura più grossa è che questa decisione possa “far del male” o “far star male” le mie bimbe.
      Visto che fortunatamente posso ancora scegliere se partire o no (nel senso che la scelta non è obbligata dal punto di vista lavorativo, anche se ovviamente è consigliata) temo di fare la scelta sbagliata. O meglio temo che le mie bimbe possano star male per questa scelta per un bel periodo di tempo..mentre dal punto di vista “adulto” so che l’italia non offre granchè per loro.
      Ciaooooo

  2. franceschina.costa@gmail.com

    February 18, 2016 at 11:25 am

    Ciao.Mi chiamo Francesca sono mamma di due bimbe di 6 anni e 4 anni.
    Per motivi di lavoro mio marito ed io stiamo prendendo in considerazione l’idea di trasferirci a Dubai .
    Ho tantissimi dubbi e paure. La più grossa ovviamente è quella di prendere una decisione sbagliata per le mie figlie, soprattutto per la più grande che proprio quest’anno ha cominciato la prima elementare. Poi ovviamente si tratta di allontanarci e allontanarle dai nonni, i cugini e zii cui sono affezionatissime.
    Non so davvero cosa fare.
    Non dormo più la notte in cerca della soluzione migliore! :'(
    Mi piacerebbe poter parlare con voi e conoscere la vostra esperienza di trasferimento, sperando di chiarirmi perlomeno le idee. Penso che senza il pensiero delle bimbe avrei già preso la decisione di partire ma ora con questa responsabilità non è per nulla facile!
    Grazie
    Buona giornata!

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