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Caccia agli introvabili

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Caccia agli introvabili

E pensare che, appena arrivati a Dubai, si disdegna tutto ciò che è italiano: “no, io avrò solo amici stranieri”, “che bello, qui mangerò etnico tutte le sere”, “non sentirò di certo la mancanza dei sapori italiani, è una vita che mangio solo quelli”.

E pensare che, appena arrivati a Dubai, si disdegna tutto ciò che è italiano: “no, io avrò solo amici stranieri”, “che bello, qui mangerò etnico tutte le sere”, “non sentirò di certo la mancanza dei sapori italiani, è una vita che mangio solo quelli”. Poi gli anni passano e, dopo avere sperimentato tutte le stranezze che si trovano nei ristoranti e sui banconi del supermercato, ecco che arriva quel senso di nausea generalizzato. E, inevitabilmente, la voglia di Italia si scatena incontrollata.

Così, parte la caccia agli introvabili e nasce quell’assurda e caparbia ossessione per lo stracchino o la burrata, che magari in Italia non mangiavamo neppure. Il pomodoro Mutti dov’è? E la pasta di Gragnano si trova? Perché non esiste lievito fresco? E il sale grosso? Per non parlare dei biscotti: Pavesini, Pan di Stelle, come si fa a vivere senza?

Poi il grande protagonista: il maiale. Nonostante tutti continuino a ripetere che gli insaccati facciano davvero male alla salute, e da queste parti non siano proprio i benvenuti, su tutti i gruppi Facebook, soprattutto a ridosso delle vacanze, non mancano mai i consigli più fantasiosi su come far entrare nel Paese il maggior numero di prosciutti, salami, mortadelle, coppe e quant’altro. Dove metterli per non avere problemi, in valigia o nella borsa a mano? Se sono sottovuoto si evita davvero di vedersi sequestrati preziosissime zampe di crudo, capocollo o culatello? La legge emiratina proibisce di importare “Cooked and home-made foods”, quindi cibo fatto a mano e cucinato (qui trovate la normativa): bene, e il prosciutto che cosa è? Qualcuno “passa” qualcuno viene fermato, sì dipende indubbiamente da chi si incontra alla dogana. Certo, con valigie stracolme di cibo e vino, la tremarella al momento del fatidico “please, scan your luggage” quando ormai si è molto vicini all’emozionante momento di raggiungere casa e svuotare la valigia, non lascia indenni nemmeno i più temerari. No, non certo per quello che si potrebbe rischiare, ma per la possibilità di vedere gettato nella spazzatura il nostro bendidio.

E se poi arriva un bebè, si perde completamente la testa: come svezzare un piccolo senza liofilizzati, omogeneizzati di carne, pastina o crema di riso? Allora ci si riempie la valigia di vasetti e ad ogni persona che viene qui si chiede il rifornimento. Mettendo da parte talmente tante scorte che, per liberare la dispensa, gli avanzi si devono poi smerciare alle amiche. E no, impossibile: l’idea che tutti i bimbi di Dubai comunque sopravvivano e riescano a nutrirsi bene anche senza i prodotti che usiamo in Italia, non va proprio giù.

Allora stiliamo la top ten dei più desiderati:

1. Crudo di Parma e San Daniele 2. Parmigiano 36 mesi 3. Stracchino fresco 4. Biscotti Mulino Bianco e Pavesini 5. Olio di qualità 6. Pomodori che sappiano di pomodoro e insalata che sappia di insalata 7. Focaccia e pizza del panettiere 8. Lievito che faccia davvero lievitare gli impasti (ecco, ci fosse il Pane degli Angeli sarebbe perfetto) 9. Farina per polenta 10. Sale grosso che non costi 40 aed a barattolino

Abbiamo dimenticato qualcosa?

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

1 Comment

1 Comment

  1. m.falcone@live.it

    January 16, 2016 at 4:25 pm

    Il succo di frutta alla pera 🙂

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