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Dubai, i lavori in corso

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Dubai, i lavori in corso

Il 2016 è cominciato e, come ogni anno, Dubai parte a tutta velocità. Dopo gli spettacolari fuochi artificiali del Burj Khalifa, che non sono stati sospesi nonostante il terribile incendio all’Address Hotel, in questi primi giorni sono in corso le celebrazioni per i dieci anni di governo dello Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. In un momento non facile per il Medio Oriente e per i Paesi del Golfo, Dubai continua a correre spedita. 

Il 2016 è cominciato e, come ogni anno, Dubai parte a tutta velocità. Dopo gli spettacolari fuochi artificiali del Burj Khalifa, che non sono stati sospesi nonostante il terribile incendio all’Address Hotel, in questi primi giorni sono in corso le celebrazioni per i dieci anni di governo dello Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. In un momento non facile per il Medio Oriente e per i Paesi del Golfo, Dubai continua a correre spedita. E per iniziare l’anno con la stessa energia che impiega quotidianamente questa città, diamo un’occhiata a tutti i progetti che saranno portati avanti, o terminati, nel corso del 2016. Nel cuore di Downtown, entro fine anno dovrebbe essere concluso il Dubai Opera, teatro da 2000 posti che ospiterà spettacoli di opera lirica e teatrali, concerti, balletto, cinema e mostre d’arte. Poco distante sorgerà anche un museo di arte moderna, due “art hotel”, studi di design e gallerie.

Sempre entro il 2016, prenderà finalmente forma il Dubai Water Canal. Tre chilometri di canale che parte dal mare, attraversa Safa Park e arriva fino a Business Bay. Lungo il Creek artificiale sorgeranno 4500 nuovi appartamenti, ville, uffici, 37.000 metri quadrati di negozi, un centro sportivo e un parco (quello che rimmarrà del vecchio Safa).

Proseguiranno i lavori anche per il Mall of the World, ad Al Sufouh 1. Sarà il nuovo record mondiale tra i centri commerciali, con una dimensione di ben 4 volte superiore al Dubai Mall: 80 hotel, 20.000 stanze, 7 chilometri di negozi che corrono lungo una Promenade interamente climatizzata, un Distretto del Benessere, un enorme parco giochi tematico coperto da una cupola di vetro che si aprirà durante i mesi invernali. La prima fase del progetto (6,8 miliardi di dollari) dovrebbe essere conclusa nel 2017.

Una zona più residenziali sarà invece il nuovo Dubai Creek Harbour di Ras Al Khor. La Emaar e la Dubai Holding hanno già avviato il progetto lungo il Creek (per un valore di 800 milioni di dollari) che comprenderà un altro record: le torri gemelli più alte del mondo.

Gli Universal Studios, un parco pubblico più grande di Hyde Park a Londra, abitazioni, un campo da golf e altri 100 hotel formeranno la Mohamed Bin Rashid City (in parte già completata), mentre con 10.000 nuovi metri quadrati di spazi, sempre nel corso di quest’anno, verrà ampliata la City Walk di Al Wasl Road; la zona sarà un mix di edifici residenziali bassi (3 o 4 piani) e negozi.

Tornando sul mare, su un vasto terreno bonificato sorgerà Pearl Jumeirah: sette aree residenziali che comprenderanno 300 ville, 8400 metri quadri di negozi, due moschee, asili, due spiagge e un lungomare di 2 chilometri. E per finire 3 nuove isole: è in via di completamento la Dubai Marina Bluewaters Island, di fronte a Jbr, con la grande ruota panoramica Dubai Eye, negozi e hotel (sarà raggiungibile direttamente dalla Sheikh Zayed Road). La seconda isola è la Jumeirah Jumana (o Island 2), al largo di Jumeirah: collegata alla terraferma da un ponte lungo 300 metri, ospiterà bassi edifici residenziali, boutique resort e ville superlusso, oltre a un piccolo porticciolo privato. E per finire la Deira Island della Nakheel, nuova versione dell’abbandonato progetto di Palm Deira: quattro isole che avranno 40 chilometri di spiagge con hotel, appartamenti, negozi, ristoranti e un grandissimo anfiteatro da 30.000 posti per ospitare eventi.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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