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Tipi da Brunch

Sapete qual è lo sport nazionale a Dubai? Sicuramente starete pensando alle corse di cavalli o di cammelli, che sicuramente hanno un loro folto seguito, o al cricket, vista la sua popolarità nei paesi ex colonie del Commonwealth. Ma no, vi sbagliate. Lo sport nazionale a Dubai è il Friday Brunch. 

Sapete qual è lo sport nazionale a Dubai? Sicuramente starete pensando alle corse di cavalli o di cammelli, che sicuramente hanno un loro folto seguito, o al cricket, vista la sua popolarità nei paesi ex colonie del Commonwealth. Ma no, vi sbagliate. Lo sport nazionale a Dubai è il Friday Brunch. Almeno una volta durante la vostra esperienza expat dovete provare un Brunch. Ormai ce ne sono di tutti i generi, per tutti i gusti e per tutti i portafogli. Principalmente il Brunch si svolge al venerdì tra le 12.30 e le 16, anche se ultimamente è stato introdotto il late Brunch, una sorta di “tempo di recupero” se il giovedì sera sei andato a dormire con un cammello per il troppo alcool e la mattina dopo non ce l’hai proprio fatta ad alzarti a un orario decente – o a essere tu stesso in condizioni decenti. La terza opzione è il Saturday Brunch, che normalmente considero come i supplementari: non è fico come andarci di venerdì, anche perché poi ti ci voglio vedere il giorno dopo in ufficio, ma ha comunque il suo fascino, visto che normalmente si prediligono BBQ sulla spiaggia.

Ma cos’ha di così affascinante il Brunch? Risposta semplice. Il cibo. E l’alcohol. Il Brunch riesce, con maestria, ad unire ottimo cibo e buon alcohol (anche se hanno fatto una simpatica variante analcolica, da usarsi quando la sera prima si è forse esagerato, ma non si poteva disdire l’appuntamento preso all’ultimo momento. Questo è l’unico caso in cui è consentito fare il Brunch analcolico) rendendo il tutto super fashion.

Trovare un buon Brunch, dove la regola aurea della qualità/prezzo abbia la corretta armonia, non è sempre così facile, proprio a causa della vasta scelta. Ma basterà usare i giusti siti internet per scovare quello adatto ai propri gusti. Oppure imparerete sbagliando.

La prima, e forse unica regola che seguo quando vado ad un Brunch, che sia a metà prezzo grazie a Groupon (non disdegnate questa opzione, perché ho amiche che vanno ovunque a prezzi stracciati) o a prezzo pieno, è mangiare e bere almeno il doppio di quanto si è pagato. Anche se questo può voler dire indigestione o come etilico. Sono rischi del mestiere che bisogna correre, soprattutto se il prezzo supera i 500 aed, cosa non tanto strana.

Oltre a quanto detto sopra, ovvero cibo ed alcohol in quantità industriali, al Brunch è possibile anche osservare quanto sia differente la fauna che frequenta questi eventi. Gli uomini si dividono fondamentalmente in due semplici categorie: quelli in polo e bermuda e quelli in pantalone e camicia. Per il resto non c’è distinzione di sorta. Loro sono lì per mangiare, bere e cercare qualcuna da portarsi a casa nel post Brunch.

Le donne invece forniscono un’ampia gamma di tipologie:

L’alcolizzata: prevalentemente di nazionalità British/American/Australian, ma pure le italiane cominciano a darsi da fare (siamo sempre nazionalisti in fatto di gare…e anche questa è una gara, in fin dei conti). Dopo aver bevuto come pochi uomini sarebbero in grado di fare, barcollano tra i tavoli del buffet sui loro trampoli come dei T-Rex narcotizzati. Qualche volta, se si è fortunati, è possibile vedere anche un bel volo ad angelo, carpiato dai tacchi. Sfortunatamente, non sempre i fotografi sono pronti a cogliere e immortalare tali piccole perle, ma nessuno potrà mai cancellare dalla mia mente certe immagini (e non so se dire fortunatamente o sfortunatamente).

La bulimica: sorella dell’alcolizzata, predilige il cibo all’alcool e quindi passa da un banco del buffet all’altro per poi tornare sui suoi passi dichiarando “non ho mai mangiato niente di così buono!”. Cara, hai detto la stessa cosa anche 10 portate fa, quando provavi per la terza volta le ostriche e le aragoste alla catalana. Il suo ambient preferito è sicuramente la stanza dei dolci e la mitica fontana di cioccolata, che fa tornare tutti un po’ bambini – solo che noi evitiamo di inserire la coppetta del gelato nella colata di cioccolata bianca, per poi berla come fosse una tisana detox (ma a te i brufoli non vengono?).

La mafiosa: avete presente i mafiosi che stringo mani e che conoscono tutti? Ecco, stessa cosa. Sono quelle talmente introdotte nel giro dei Brunch e dei locali, quelle della Night Style Life, che non fanno in tempo a sedersi al tavolo e ordinare il primo calice di Champagne (per loro solo Bubbly package) che comincia la processione per salutare, sorridendo, ringraziando e chiedendo consigli su quella o quell’altra festa. Normalmente hanno un blog (ah no, non sono io) o comunque pubblicano continuamente la loro posizione sui vari social (vorranno farci sapere dove NON dobbiamo andare?) taggandosi in quello o quell’altro locale di tendenza. Io boh, se fossi al posto loro, farei mettere il numeretto come dal macellaio o dal fornaio e chiederei di essere disturbata solo dopo il terzo bicchiere. Ma non posso capirle certe cose. Non sono così introdotta nel giro.

La novellina: sono quelle ragazze alle prime esperienze con i Brunch. Sono ancora così innocenti e carine. Le riconosci facilmente perché i loro piatti non sono mai stra pieni e sicuramente non usciranno barcollando. Ancora non conoscono le gioie e la perdizione che possono dare questi eventi mondani. Ma basterà veramente poco e anche loro cederanno al piacere del foie gras o delle escargot al burro. Nessuno ne può rimanere immune.

La mamma: è l’amica con pargoli al seguito che, quando le dici “oh, questo weekend volevamo andare a fare un Brunch, sei dei nostri?“, la prima cosa che ti chiede non è certo location, costo, tipo di cucina. No, lei ti chiederà come fosse un mantra, quasi una preghiera “c’è la playarea?“. Ti sembro una con dei figli? Secondo te quando vado ad un Brunch la prima cosa che guardo è la playarea? E niente, alla fine pure se non hai figli, se vuoi continuare a frequentare l’amica mamma, comincerai anche tu a guardare se c’è un mini carcere per bambini, dove una “dolcissima” filippina si occuperà di loro, cercando di sedare le urla per non disturbare gli altri commensali. Il tutto si conclude in un misero fallimento. Ho visto pennarelli volare che voi umani non potete neanche immaginare (forse perché sto ancora cercando di capire se erano veri pennarelli o era la mia esperienza di pre morte dovuta al troppo cibo/alcool).

La vegan/minimal/healthy: ok, io capisco tutto ma veramente tutto. Capisco tutte le precedenti categorie, ma questa categoria proprio no. Lasciatemi spiegare. Questo gruppo di donne sono le salutiste, quelle che non mangiano, nell’ordine: carboidrati (ma la pasta di tofu sì, che coraggio), carne (poveri animali, poveri poveri animali. Sono così carini e noi che continuiamo a mangiare brutalmente della carne, siamo degli orrendi mostri. Parliamone quando sei davanti ad un orso della brughiera marsicana che cerca di sbranarti. E’ ancora carino Winnie The Pooh?), insaccati (no ma che problema hai? Hai mai assaggiato il ciauscolo sul pane caldo? E ancora vuoi dirmi che non ti piace? Ecco no, questo non lo accetto), verdure non bio (dai forse forse questo ci può stare, ma in un paese dove la frutta sa di patate e la verdura sa di patate e le patate non sanno di patate, sei proprio sicura che le verdure bio, annaffiate non si sa con che acqua, siano meglio?) e tutto ciò che ha zuccheri. A parte il primo pensiero che mi viene in mente, ovvero chissà che forza di volontà (ma che vivi a fare?), la seconda domanda è: ma tu, che praticamente mangi aria e germogli, perché vieni al Brunch? A giudicare me, che magari sto a dieta tutta la settimana e che quindi se decido che mi voglio mangiare un morbido panino al burro, mi devo pure sentire in colpa? Che mentre mangi mi ripeti che quello mi ucciderà, che quell’altro mi ucciderà, che lo zucchero mi ucciderà. Vuoi vedere chi muore prima? Sei come quello del film “La Mummia”‘ che continuava a ripetere “eh la maledizione, eh la maledizione, eh la maledizione”. Che fine ha fatto? Eh niente
…Ripeto: che vieni a fare al Brunch? Semplice mostrare il fisico tonico e sperare di trovare qualche aitante uomo, magari ancora sul sobrio andante, che promette viaggi, giri in barca e regali. A questo gruppo possiamo aggiungere le celiache. Chi è che non ha almeno un’amica celiaca? Diciamo che almeno, loro, hanno un vero e valido motivo per rompere su quello che stanno mangiando, ma invece che dire continuamente “quello ti ucciderà” al massimo ti dirà “quello mi ucciderà e adesso ucciderò te perché lo stai mangiando e mi fai rosicare“. Comprensibile.

Dopo la carrellata di esempi, in cui sicuramente vi riconoscerete (io mi riconosco in tutti, tanto grave? Ovviamente escludendo le salutiste!) credo di poter dire che il vero spirito del Brunch sia avere la possibilità di passare un piacevolissimo pomeriggio con gli amici, mangiando e bevendo, ma soprattutto ridendo della settimana appena trascorsa. Il Brunch è come se fosse una zona franca su tutti quei pensieri che ci possono aver reso l’ultimo periodo un po’ grigio. Perché non c’è niente di più bello che unire cibo, buon vino e ottima compagnia.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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