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Cosí nacquero gli Uae

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Cosí nacquero gli Uae

Le celebrazione per il National Day, il 2 dicembre, sono già cominciate in tutta la città. Tra parate, fuochi artificiali ed eventi più o meno istituzionali organizzati un po’ in tutta Dubai, il nostro consiglio è di approfittare di queste giornate di festa per fare un giro nella città vecchia (Deira e Bur Dubai) e riscoprire i tanti musei, mercati, negozi, ristoranti delle zone storiche

Le celebrazione per il National Day, il 2 dicembre, sono già cominciate in tutta la città. Tra parate, fuochi artificiali ed eventi più o meno istituzionali organizzati un po’ in tutta Dubai, il nostro consiglio è di approfittare di queste giornate di festa per fare un giro nella città vecchia (Deira e Bur Dubai) e riscoprire i tanti musei, mercati, negozi, ristoranti delle zone storiche. Dopo i divieti di qualche anno fa, stabiliti dal Governo per motivi di sicurezza, il National Day è diventata una manifestazione molto più sobria. Chi è qui da tempo si ricorderà sicuramente le strade invase da automobili completamente ricoperte da adesivi e serigrafie (era quasi diventata una sorta di “arte urbana”, con tanto di concorso per la decorazione più creativa ed elaborata), clacson impazziti, famiglie al completo stipate nei Suv, bimbi e ragazzini fuori da tettucci e finestrini con bandiere, trombette e schiuma colorata da spruzzare sui passanti. Nel 2012 sono poi entrate in vigore alcune regole abbastanza rigide che multano chi altera il colore della propria auto, oscura targhe, copre il parabrezza o i finestrini di guida con immagini, stickers o bandiere. Oltre a sanzioni per chi trasporta troppi passeggeri, per chi si sporge da tettucci apribili o per chi si ferma per strada a parlare e festeggiare con i passanti. Senza dubbio era un genere di festeggiamento più adatto alla finale di una partita di calcio che alla celebrazione dell’unione degli Emirati, ma era originale: una sorta di sfogo collettivo, di festa, di ritrovo spontaneo, di incontro non organizzato tra locals e stranieri, occasione rara a Dubai.

Un po’ di storia

Sapete che cosa si celebra esattamente il 2 dicembre? Nel 1971 i sovrani di Abu Dhabi, Zayed bin Sultan Al Nahyan, e di Dubai, Maktoum bin Rashid Al Maktoum, decisero di dare vita a una confederazione di emirati (principalmente per regolare la spartizione dei proventi del petrolio, scoperto ad Abu Dhabi nel 1958 e a Dubai nel 1966) e di scrivere una costituzione, atto che avvenne appunto il 2 dicembre. Inizialmente gli Emirati Uniti comprendevano Dubai, Abu Dhabi, Ajman, Fujaira, Sharja e Umm al-Qaywayn. All’inizio del 1972 si aggiunse anche l’emirato di Ras al-Khaima.

Prima del 1971, gli Emirati erano colonia inglese e venivano chiamati gli “Stati della tregua”: i britannici imposero infatti una tregua agli sceicchi, già nel XIX secolo, perché smettessero di favorire le attività piratesche sulle navi che attraversavano il Golfo Persico. Gli inglesi si ritirarono dalla zona nello stesso 1971, poco prima che vennero costituiti gli Emirati Arabi Uniti.

Il 2 novembre 2004 il primo sovrano degli Emirati (“our father” come viene chiamato qui) morì e gli succedette il suo primogenito, l’attuale sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan. Lo sceicco di Dubai morì invece nel gennaio 2006 e gli succedette l’attuale Primo Ministro e Ruler di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

Gli Emirati hanno un ordinamento politico particolare, a metà tra monarchia assoluta e monarchia costituzionale. Ognuno dei sette emirati è infatti governato da uno sceicco, che ha i poteri di un monarca assoluto sul proprio territorio, mentre il governo centrale della federazione è guidato da un Presidente (lo sceicco di Abu Dhabi), da un Primo Ministro (lo sceicco di Dubai), da 23 ministri e da una sorta di Parlamento, il Federal National Council, formato da 40 membri (per metà eletti e per metà nominati dal consiglio dei sette sceicchi).  

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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