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Natale a Dubai è possibile

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Natale a Dubai è possibile

Diversi anni fa, sotto Natale, vennero a trovarci alcuni parenti dall’Italia, portando un regalo particolare per la bambina. Non dimenticherò mai l’atteggiamento da contrabbandieri con il quale queste rispettabilissime persone un po’ avanti con gli anni ci consegnarono il pacco, sussurrando quasi, e raccontandoci del timore di essere fermati al controllo bagagli che comunque non li aveva distolti dall’eroico obiettivo di portare qualcosa di davvero “Italiano” a Dubai. 

Diversi anni fa, sotto Natale, vennero a trovarci alcuni parenti dall’Italia, portando un regalo particolare per la bambina. Non dimenticherò mai l’atteggiamento da contrabbandieri con il quale queste rispettabilissime persone un po’ avanti con gli anni ci consegnarono il pacco, sussurrando quasi, e raccontandoci del timore di essere fermati al controllo bagagli che comunque non li aveva distolti dall’eroico obiettivo di portare qualcosa di davvero “Italiano” a Dubai. Non sapevo cosa pensare né cosa aspettarmi: cosa poteva mai esserci di tanto pericoloso per la dogana emiratina in un regalo per una bambina di un anno di età? ‘O Presepe!

Era un presepio completo, con tanto di grotta, palma, Re Magi, pecorella e cammello di accompagnamento. Ancora una volta, ecco balzare agli occhi, in una situazione al contempo tenera e comica, il divario fra realtà e percezione della vita che svolgiamo qui noi expat di Dubai per coloro che sono rimasti in Italia. Diciamolo una volta per tutte. Le festività, religiose e non, di qualunque paese e religione, sono non solo ammesse, ma spesso accompagnate da un trionfo di merchandising in tutti i negozi. Questa è la città che unisce al cinismo del “pecunia non olet” la mentalità tradizionalmente aperta verso le altre culture di chi è da sempre al centro di scambi commerciali, non infrequente nelle località che sorgono attorno a un porto (tanto più preziosa in un momento storico e sociale come quello attuale).

Il Natale è una delle feste religiose più sentite e condivise. Non dimentichiamo, oltretutto, che essere cristiani non è una esclusiva del mondo occidentale e che da queste parti si trovano expat provenienti da tutto il mondo, Asia e Medioriente inclusi, anche di religione cristiana. Magari qui, invece di preparare albero e presepe l’8 dicembre, come da tradizione diffusa in molte regioni nostrane, si inizia dai primissimi di novembre seguendo il trend anglosassone. È curioso vedere come nell’arco di una notte (il 31 ottobre) gli scaffali dei negozi si svuotino degli articoli di Halloween, per riempirsi di oggetti natalizi. Alberi di Natale e Babbi Natale (Santa) compaiono ovunque e un po’ ovunque si organizzano fiere e mercatini di Natale con il vero finto Santa Klaus che distribuisce regali a suon di “Ho ho ho!”, mentre risuonano canzoni e musiche d’atmosfera, per la gioia di tutti i bambini. Indubbiamente, come oramai succede pressoché in tutto nel mondo, i presepi sono più rari rispetto all’albero decorato e pieno di luci, ma ci sono. Anche nei negozi si trovano senza problemi statuine, grotte e immaginette sacre. Certo, niente a che vedere con la nostra tradizione di andare per esempio a Piazza Navona a cercare muschio fresco e statuine, ma ci sono. Soprattutto, a dispetto della tendenza “politically correct” che sta dilagando nei paesi occidentali, qui nessuno si vergogna di dire “Merry Christmas!”. “È Natale, no? Mica festeggiate l’arrivo dell’inverno!”, come mi disse un amico musulmano osservante quando notai che qui in pochi dicono “Season Greetings”.

Soprattutto, qui è Dubai… e Dubai significa brunch. Quindi il 25 dicembre è tutto un pullulare di offerte per pranzi di Natale, con menu davvero luculliani che consentono oltretutto di assaggiare le specialità tipiche del periodo di tutto il mondo. Per chi poi non riesce proprio a rinunciare alla tradizione dei nostri sapori, la possibilità di trovare prodotti tipici, dal panettone agli amaretti, dal panforte allo zampone, è aumentata negli ultimi anni, non solo tramite i rivenditori più esclusivi ma anche, in alcuni casi, in qualche catena di supermercato. Il 25 e 26 dicembre non sono giorni festivi secondo il calendario nazionale, ma la maggior parte dei datori di lavoro tende a dare senza problemi le ferie in questo periodo a chi ne fa richiesta. Inoltre le chiese presenti a Dubai celebrano in diversi orari e lingue la Messa di Natale.

Insomma, Natale a Dubai è possibile!

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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