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Sapori italiani

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Sapori italiani

Alcune teorie nutrizioniste sostengono che i cibi più adatti ad ognuno di noi siano quelli più semplici e ai quali siamo abituati. I piatti di casa, insomma, i sapori italiani della tradizione, di quando eravamo piccoli. E chi di noi non ha ben stampato nella mente il sapore o il profumo di un sugo, di una minestra o della torta della propria mamma o della nonna?

Alcune teorie nutrizioniste sostengono che i cibi più adatti ad ognuno di noi siano quelli più semplici e ai quali siamo abituati. I piatti di casa, insomma, i sapori italiani della tradizione, di quando eravamo piccoli. E chi di noi non ha ben stampato nella mente il sapore o il profumo di un sugo, di una minestra o della torta della propria mamma o della nonna?
Le vacanze, per molti, vogliono dire ritornare in Italia e assaporare di nuovo i nostri gusti. Che a Dubai mancano, inutile nasconderlo. Anche se si trovano tanti prodotti italiani, spesso la qualità non è la stessa e i sapori inevitabilmente sono diversi. Per trovare le marche migliori, poi, bisogna avere tempo, fare tappa in più supermercati e non sempre, da una volta all’altra, si ritrovano gli stessi prodotti. E un pomodoro che sappia di pomodoro in ogni caso ce lo scordiamo. Nel vero senso della parola: perché ci si ricorda il suo sapore, solo quando si torna in Italia.

I primi giorni a casa sono infatti una riscoperta dei cibi più semplici: pane croccante, frutta e verdura fresche e mature, olio, pasta, salumi, ma anche buona carne e pesce. Così, tra pranzi da parenti e cene tra amici, per rifarsi dei sapori perduti si finisce sempre per mangiare troppo.

E poi il risvolto peggiore: ritornando a Dubai, tutti i sapori sembrano terribili. Ci vuole sempre qualche settimana per abituarsi di nuovo ai gusti meno autentici e veri. Anche cenare al ristorante non è la stessa cosa. Ormai i locali italiani sono tantissimi, ma molti piatti (e soprattutto il menù) sono adattati al gusto internazionale e la semplice trattoria “sotto casa” qui non esiste. Come spesso capita all’estero, cucina italiana è sinonimo di ristorante costoso.

Insomma, i sapori di casa sono una rinuncia quando si vive fuori dall’Italia. E la tentazione di riempirsi la valigia di prodotti italiani, prima di tornare, è sempre forte. Occorre però tenere conto delle regole per il trasporto di alimenti: sono proibiti tutti i cibi cucinati o fatti a mano, gli alimenti freschi e anche gli insaccati. In molti, non solo italiani, si portano dietro soprattutto salumi, ma se prima di uscire dall’aeroporto si viene sottoposti al controllo dei bagagli, il sequestro dei prodotti non ammessi è immediato. Per l’alcool sono concessi 4 litri di vino a testa (ovvero 5 bottiglie) oppure due cartoni di birra (da 24 lattine).

E a voi quali sapori mancano di più?

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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