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Arriva il RamadaN

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Arriva il RamadaN

Ogni anno, arriva il Ramadan. E il suo arrivo si vede da una nuvola piena di confusione, domande, preoccupazioni e paure sulle teste dei nuovi expat di Dubai. Tanto che è normale leggere su Facebook “scappo” dal Ramadan anziché “parto per le vacanze”. Cominciamo dall’inizio, ma proprio dall’inizio inizio.

Ogni anno, arriva il Ramadan. E il suo arrivo si vede da una nuvola piena di confusione, domande, preoccupazioni e paure sulle teste dei nuovi expat di Dubai. Tanto che è normale leggere su Facebook “scappo” dal Ramadan anziché “parto per le vacanze”.
Cominciamo dall’inizio, ma proprio dall’inizio inizio. Il mese si chiama RamadaN, con la N per amor di Dio. RAMADAM suona bene, molto carino, ma non è il nome del mese di cui stiamo parlando. Ecco, detto questo, possiamo continuare il nostro percorso. Questo articolo non vi spiegherà cos’è il Ramadan, cos’è il digiuno, perché si fa la preghiera lunga di sera. Per tutto questo esiste Zio Google. Questo articolo vi parlerà invece di cinque piccoli punti da tenere in considerazione:

#1. Sì, è un po’ difficile capire e spiegare che non possiamo sapere con certezza il giorno preciso in cui comincia il Ramadan perché c’è un comitato che sta guardando la luna. Lo so, vi sembrerà strano, ma è davvero così. Detto questo, i musulmani, così come i non musulmani, non hanno accesso a questa informazione. Non è private info. Non abbiamo alcun tipo di comunicazione in anticipo dalla luna in cui veniamo informati, “in quel giorno non mi vedrete, ma non ditelo a nessuno!”. Dunque, è davvero inutile chiamare un amico musulmano e chiedere: “Ciao. Una domanda piccolissima, perché mi sto organizzando per la vacanza dell’Eid. Tu, per caso, lo sai quando comincia esattamente il Ramadan?”. No il vostro amico non lo può sapere. Davvero. E se vi dice altro, è un bluff.

#2. Sì, quest’anno il nostro digiuno durerà per più di 15 ore. E’ vero che sarà difficile ed è vero anche che non possiamo bere acqua. Ma ce la possiamo fare. In realtà ci consola solo il fatto che la gente lo fa da secoli.

#3. E’ anche vero che fare le abbuffate durante l’Iftar non è molto Islamico e neanche salutare, ma questo è un problema nostro e non c’entra proprio con la religione. Non mescolate le cose dicendo “ma davvero ragazzi, il digiuno non deve essere fatto perché poi mangiate troppo”. Non dobbiamo di certo mangiare eccessivamente durante l’Iftar, ma il digiuno non c’entra niente, la colpa è tutta nostra. Siamo noi che non sappiamo frenarci e poi ci lamentiamo del mal di stomaco.

#4. Se lavorate a Dubai e non “scappate”, non potrete mangiare, bere o fumare in pubblico (dall’alba al tramonto), ma avrete anche un orario lavorativo ridotto, durante il quale, se non state facendo il digiuno, avrete l’opportunità di mangiare e bere in zone dedicate. In tanti palazzi di Dubai ci sono poi zone adibite ai fumatori. Ma sono un po’ come camere a gas e vi consiglio di evitarle assolutamente. A meno che non ce la facciate proprio più e dobbiate fumare a tutti i costi una sigaretta.

#5. La vita sociale non si ferma durante il Ramadan. Se siete qui, cercate di partecipare ad un pasto di Iftar o Suhoor con degli amici oppure prendere parte ad un evento di volontariato nella città. Infine, cercate di entrare nel Ramadan mood di Dubai: godetevi il fatto che ci sono pochissime macchine in giro e, se avete la voglia e la forza di volontà per farlo, perché non provate a digiunare almeno per un giorno?

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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