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Masdar City: parte da qui l’era post petrolio

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Masdar City: parte da qui l’era post petrolio

Sí, é un paradosso. Eppure proprio qui negli Emirati, grazie ai proventi della più inquinante tra le fonti energetiche, sembra si stia concretamente avviando l’era del post petrolio. A Masdar City, prima città al mondo carbon neutral– anzi futura città, poiché ancora non é terminata –, il 3 giugno é stata finalmente inaugurata l’Irena, l’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile. 

Sí, é un paradosso. Eppure proprio qui negli Emirati, grazie ai proventi della più inquinante tra le fonti energetiche, sembra si stia concretamente avviando l’era del post petrolio. A Masdar City, prima città al mondo carbon neutral– anzi futura città, poiché ancora non é terminata –, il 3 giugno é stata finalmente inaugurata l’Irena, l’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile. Prima istituzione internazionale con sede in Medio Oriente, l’Irena é composta attualmente da 140 paesi membri, piú altri 30 che stanno aderendo. L’obiettivo dell’Agenzia è di collaborare con i governi di tutto il mondo per aiutarli a soddisfare l’esigenza di energia rinnovabile. Non solo: per l’Expo 2020 “Connecting Minds, Creating the Future”, grazie a diversi progetti di architettura green, Dubai si é posta l’obiettivo di diventare una delle città più sostenibili al mondo e di ridurre i consumi energetici del 20% entro il 2020 e del 30% nel 2030. Ma torniamo a Masdar City. Per chi non la conosce – in arabo significa sorgente – questa futuristica città senza automobili, dove le scuole, le case e gli uffici sono collegati da ovetti elettrici che scorrono su velocissimi tapis roulant e dove l’aria condizionata o l’acqua calda sono alimentate solamente dal sole, é un progetto da 22 miliardi di dollari, a 17 chilometri dal centro di Abu Dhabi e di proprietà del fondo sovrano emiratino Mubadala. Alimentata esclusivamente con pannelli fotovoltaici ed eolici, accoglierà fino a 90 mila persone, ospiterà la prima università al mondo dedicata all’innovazione nel campo dell’eco-sostenibilità e funzionerà da ponte con l’Europa e l’Occidente per la ricerca sulle energie rinnovabili. Per ora Masdar, progettata dall’architetto Norman Foster, non é ancora una città vissuta e animata (ci vorrà ancora qualche anno per terminarla): oltre all’Irena, ci sono l’Institute of Science and Technology, parte dell’Università, un mall (con supermercato rigorosamente bio) e i primi palazzi residenziali.

Masdar ha già però creato un ricco portfolio di investimenti esteri, in particolare partecipazioni in aziende di energia solare in Spagna (la Torresol Energy Concentrating Solar Power), Germania e Stati Uniti (la Solargenix Concentrating Solar Power farm). Ma finora il progetto piú ambizioso al quale sta partecipando il Masdar capital (3,1 miliardi di dollari) é il London Array, il maggior parco eolico offshore al mondo. Prevede 175 turbine in parte sommerse dal mare, circa 20 km al largo della costa del Kent e a progetto ultimato sarà in grado fornire energia a circa un quarto delle abitazioni di Londra.

Anche se non certo animato da una reale sensibilità per la tutela dell’ambiente, che in effetti da questa parte del mondo deve ancora consolidarsi (che dire della pista da sci del Mall of Emirates o dell’assenza di raccolta differenziata?), Masdar City è comunque un progetto all’avanguardia e che guarda decisamente al futuro o, meglio, al business del futuro.

Dubaitaly consiglia: una visita a Masdar anche durante l’estate, per scoprire la città (inutile ribadire unica al mondo) passeggiando all’aria aperta grazie alla particolare architettura che convoglia il vento, porta in superficie il fresco del sottosuolo e abbassa di diversi gradi la temperatura esterna.

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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