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“Be fair and play the rules”: capire Dubai attraverso lo sport

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“Be fair and play the rules”: capire Dubai attraverso lo sport

Partire, lasciare tutto e immergersi in una nuova cultura non è mai facile. Nemmeno per chi è un po’ vagabondo. Nemmeno per chi è un po’ vagabondo ed è in giro per il mondo da molti anni. Quanto tempo ci vuole per conoscere una città, comprenderne la cultura, le persone? Il modo più semplice per fare amicizia, ma anche per entrare nella realtà di un nuovo luogo, è fare sport.

Partire, lasciare tutto e immergersi in una nuova cultura non è mai facile. Nemmeno per chi è un po’ vagabondo ed è in giro per il mondo da molti anni. Quanto tempo ci vuole per conoscere una città, comprenderne la cultura, le persone? Il modo più semplice per fare amicizia, ma anche per entrare nella realtà di un nuovo luogo, è fare sport. E proprio come accade nello sport, trasferirsi significa anche mettere alla prova se stessi, sperimentando i propri limiti.

Atterrando qui, non potrete fare a meno di notare il grattacielo più alto del mondo, il campo da golf più grande, il mall con più negozi e moltissimi altri record. Rimarrete stupiti dalle colossali costruzioni e dalla costosa organizzazione che sta dietro ad ogni attività proposta. Ma Dubai non è poi così diversa dalle altre città e non importa quali pensieri ed emozioni susciti in voi appena arrivati. Ed anche qui, un modo sicuro per socializzare e incontrare nuovi amici, è lo sport. Una delle poche attività, insieme all’arte, forse, che può vivere e crescere con qualcosa che vale ben più dei soldi: la passione. Dubai può sembrare una città contraddittoria, ma senza dubbio il messaggio principale che comunica è molto chiaro: le regole sono un valore, come nello sport. Barare rende la vittoria amara e la sconfitta insopportabile. Le regole danno la misura per poter competere e il peso di quello che facciamo.

Dubai è divisa in tante “sotto città” e Dubai Sport City, come dice il nome stesso, è il centro delle strutture per gli sport indoor. Accanto, sorge “Motor City” che ospita l’autodromo. E così, molto facilmente, ognuno può trovare ciò che più ama. Dubai offre attività di ogni tipo: partendo dallo sport preferito dallo Sceicco, le corse dei cavalli (la Dubai World Cup, manifestazione da 30 milioni di dollari, si svolge ogni anno al Meydan Racecourse), fino agli sport più popolari e seguiti, come il calcio e il football americano. Perfino all’interno dei mall vengono proposte attività sportive: la famosa pista da sci del Mall of Emirates e la pista di pattinaggio e hockey su ghiaccio del Dubai Mall. Sí, siamo nel deserto. Eppure, mentre fuori potete scegliere tra gli sport sulla sabbia (come surf sulle dune o cavalcare i cammelli), organizzati da tutte le agenzie turistiche, al chiuso potete optare per una fresca discesa in sci o slittino prima di andare a fare shopping. Ma ritorniamo al deserto. Il falco è il simbolo degli Emirati e la falconeria é una delle attività sportive più amate dagli emiratini (ultimamente ha conquistato anche youtube, con video come questo ad esempio). Un tempo utilizzata per cacciare e praticata dall’antica nobiltà europea come “riconoscimento di classe”, è arrivata fino ai nostri giorni qui a Dubai.

Gli Emirati sono anche uno dei luoghi preferiti dei calciatori che finiscono la propria carriera sportiva: basta solo un piccolo adattamento al clima, e il successo nel portare più seguaci sia nelle leghe di professionisti che in quelle amatoriali, è assicurato. Camminando lungo le spiagge di Dubai, invece (in particolare a Jumeirah, lungo la costa), si incontrano molte altre opportunità: dal paracadutismo (vi siete mai chiesti che cosa sia quella enorme X gialla sulla strada?) al kite surf. La tecnologia dà poi la possibilità di incontrarsi, basta cliccare su siti come Duplays o E-sports, oppure sui siti governativi, per avere tutte le informazioni necessarie. Jogging é molto popolare anche qui (date solo uno sguardo alla temperatura prima di andare a correre) e ogni torre ha la sua piscina e la sua palestra.

Ma diciamo la verità, se si vuole sentire la passione, quella vera, bisogna uscire un po’ dalle regole e trovare un modo per capire l’essenza della cultura di questa città. Il suggerimento é quello di allontanarsi dal circuito delle attività proposte (al coperto o all’aperto) e andare a scoprire la strada, di sera. Troverete qualcosa di molto diverso e inaspettato. Prima tra tutte la vivacissima attività notturna dei campi da basket e di pallavolo sparsi un po’ ovunque (sul sito Court of the world trovate qualche suggerimento): Al Safa, Al Quoz, Dubai Marina o Al Barsha, in ogni quartiere si incontrano giocatori nottambuli che si sfidano senza bandiere o organizzazioni, in un ambiente assolutamente sicuro. Ecco questa è un’altra cosa che stupisce gli stranieri: il poter lasciare il portafoglio, il cellulare o gli effetti personali per terra, di fianco al campo, senza preoccupazioni. Qui si è tutti parte di uno stesso club e nessuno ruba.

Deira, International City e Discovery Garden la notte si trasformano invece in campi da cricket, lo sport preferito dagli indiani e dai pakistani. La grande immigrazione dovuta alla crescita di Dubai e alla costante richiesta di manodopera a basso costo, ha creato un’altra piccola città nella città, a pochi chilometri da Creek, tra Bur Juman e Al Ras: uno straordinario esempio di coesistenza tra culture diverse dell’era moderna. Persone di nazionalità differenti, senza nessun tipo di pregiudizio, giocano insieme, dandosi regole che calzano perfettamente con la filosofia degli Emirati e con l’obiettivo di unire e raggiungere un traguardo comune: esprimere la propria passione e giocare. Sheikh Zayed e Sheikh Rashid hanno costruito un impero unificando gli Emirati, mentre le persone che condividono la loro visione e vengono a vivere qui, contribuiscono a rafforzare l’unione delle diverse culture che abitano gli Emirati. Fare sport e la convivenza, del resto, hanno gli stessi valori: “be fair and play the rules”.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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