Staycation a Dubai

Negli ultimi anni sta facendo tendenza su Internet la serie di vignette “What people think I do…/What I really do…” che, tramite sequenze di ironici paradossi, evidenziano stereotipi, pregiudizi e luoghi comuni legati a professioni o stili di vita. Poteva mancare Dubai? No, e in effetti è vero che amici, parenti, familiari, colleghi hanno di noi expat che viviamo a Dubai e della vita che conduciamo qui, un’immagine spesso patinata, condizionata dai servizi televisivi e dal marketing di una città che punta a proiettare un’idea di lusso sfrenato, ricchezza e spensieratezza.
Per molti di noi la realtà è diversa. Alla resa dei conti, le nostre giornate sono scandite da code nel traffico, avventure tragicomiche con la burocrazia, lavoro (matto e disperatissimo), la scuola e le attività dei bambini, per chi ne ha, e la difficoltà a ritagliarsi un momento di stacco e riposo vero, in un paese nel quale si viene quasi tutti per lavorare, per mettere soldi da parte e magari per offrire una possibilità di futuro alternativa ai figli. Un paese che non prevede periodi di vacanza lunghi quanto quelli ai quali eravamo abituati in Italia, nel quale spesso chi lavora passa tantissimo tempo viaggiando in aereo o spostandosi in macchina sotto al sole, soprattutto un paese che offre poche opzioni di “gite fuori porta” a breve distanza, decise magari all’ultimo momento come le intendiamo noi. Ecco quindi che l’opinabile neologismo anglofono “staycation” acquista qui un significato particolare.

“Staycation” vuole dire, letteralmente, “vacanza in casa” e, per esteso, indica anche la scelta di trascorrere qualche periodo di pausa dal tran-tran quotidiano in albergo rimanendo nella città di residenza o comunque negli immediati paraggi. Perché allora non concedersi anche qui, almeno una volta, una mini vacanza da sogno a pochi passi da casa? Un fine settimana lungo o un ponte in occasione delle festività locali, coccolandosi e lasciandosi coccolare in uno dei magnifici alberghi e resort super-attrezzati, che tanto contribuiscono all’immagine glamour di questa città? Senza prendere aerei (oltretutto i biglietti non sono sempre economicissimi) e senza nemmeno dover guidare in macchina per ore, approfittando dell’occasione per vivere una volta tanto la città comodamente da turisti.

Le offerte sono tantissime, con pacchetti specifici per famiglie, per coppie, per gruppi di amici e quant’altro. Gli sconti per i residenti possono essere significativi in determinati periodi dell’anno, incluso il Ramadan. I grandi alberghi sono in certi casi quasi dei veri e propri villaggi turistici: offrono piscine climatizzate e parchi acquatici, negozi, spa e centri benessere di alto livello, nursey e aree bambini spesso con personale dedicato, nella maggior parte dei casi servizi di baby sitting su prenotazione, escursioni e attività sportive e culturali, ristoranti di ogni tipo e il grande piacere di essere, come si suol dire, serviti e riveriti in tutto e per tutto in stanze elegantemente arredate e super accessoriate.

Si può rimanere in città, puntando per esempio sulla Palma, dove allo oramai storico – tutto è relativo – Atlantis, si sono affiancati altri hotel di alta categoria, o sul classicissimo complesso del Madinat Jumeirah, solo per citarne alcuni. Oppure, temperature permettendo, andare nel deserto, a Bab Al Shams che è perfetto per le famiglie, o addirittura nell’esclusivissimo resort a bungalow con piscina privata di Al Maha che non accetta i bambini al di sotto dei 10 anni e che ospita una meravigliosa riserva di gazzelle e animali selvatici. O guardare agli emirati vicini, Abu Dhabi in testa, che stanno progressivamente incrementando questo tipo di offerta, con proposte spesso più abbordabili economicamente. Tutto a meno di un’ora di macchina da Dubai o poco più.

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