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Juventus Club Dubai: la finale di Champions

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Juventus Club Dubai: la finale di Champions

“Avere contribuito alla creazione dello Juventus Club DOC Dubai é stata e continua ad essere un’esperienza entusiasmante. Al primo incontro organizzato, circa tre anni fa, abbiamo ricevuto solo 24 adesioni, molte delle quali da parte di residenti in Italia, ma abbiamo nominato le cariche ufficiali e in seguito ho creato una pagina Facebook, mettendo le basi per organizzare il primo evento a Dubai. Oggi siamo moltissimi, abbiamo una squadra di calcio e un consiglio direttivo, organizziamo regolarmente eventi e ci riuniamo come una grande famiglia”. Chi parla é Fabrizio Puglisi, membro fondatore e responsabile della comunicazione dello Juventus Club DOC Dubai. 

“Avere contribuito alla creazione dello Juventus Club DOC Dubai é stata e continua ad essere un’esperienza entusiasmante. Al primo incontro organizzato, circa tre anni fa, abbiamo ricevuto solo 24 adesioni, molte delle quali da parte di residenti in Italia, ma abbiamo nominato le cariche ufficiali e in seguito ho creato una pagina Facebook, mettendo le basi per organizzare il primo evento a Dubai. Oggi siamo moltissimi, abbiamo una squadra di calcio e un consiglio direttivo, organizziamo regolarmente eventi e ci riuniamo come una grande famiglia”. Chi parla é Fabrizio Puglisi, membro fondatore e responsabile della comunicazione dello Juventus Club DOC Dubai. In attesa della finale di Champions League, che si giocherà il 6 giugno a Berlino, Fabrizio Puglisi ci parla di come è nato e di come lavora il fan Club della “Vecchia Signora” negli Emirati.

Per chi non va a Berlino, dove vedrete la partita? Non abbiamo ancora scelto la location. Se ci seguite sulla nostra pagina Facebook (2500 likes), su Twitter (1300 follower), Youtube, Instagram (2000 follower), sui nostri gruppi Whatsapp e BBM o sul nostro sito web sarete aggiornati in tempo reale. Per la finale contro il Barcellona ci aspettiamo comunque più di 150 sostenitori a Dubai e oltre 100 ad Abu Dhabi. Negli anni abbiamo creato un Council di sette membri di diverse nazionalità, siamo regolarmente in contatto tra di noi e scegliamo il ristorante nel quale incontrarci secondo l’evento. A questo proposito, vorrei incoraggiare i ristoranti italiani ad avvicinarsi al Club per la prossima stagione, poiché una caratteristica del nostro club è quella di cambiare regolarmente location. I criteri di selezione sono abbastanza rigidi per poter offrire un servizio impeccabile ai nostri membri: visibilità, audio e capienza, soprattutto nei big match, sono fattori che teniamo in alta considerazione.

Come è nato lo Juventus Club DOC Dubai?

Nel novembre del 2012, durante l’Italian Festival Weeks, un gruppo di tifosi della Juventus si sono riuniti da Stefano’s a Marina Walk, con l’intenzione di fondare lo Juventus Club DOC Dubai, ufficialmente riconosciuto dalla Juventus FC. I Club Doc sono gli unici Club ufficiali, con oltre 80.000 soci: per diventare un “DOC” sono necessari specifici standard organizzativi e gestionali. Il nostro Club è intitolato ad Alessandro Del Piero e Gaetano Scirea, due icone del calcio che, con il loro stile, uniscono le diverse generazioni di fan juventini. In questa stagione il consiglio direttivo è composto da Mohammed Lajam, primo emiratino a far parte del Club, Nayef Khatib, il cuore del Club, Fabrizio Benefazio, IT & Design guru, Mauro Marzocchi, Segretario generale della Camera di Commercio, Samer Faisal, nuovo membro del consiglio, Hossam Daoud, rappresentante della sezione Abu Dhabi, e il sottoscritto. Il presidente del Club è invece Silvio Cattaneo, il fornitore ufficiale delle cravatte della Juventus (Cattaneo Cravatte).

Quali sono le vostre attività?

Nel corso dell’anno, il Club organizza diversi eventi sia a Dubai che ad Abu Dhabi. Solo per citare i principali, all’inizio di ogni stagione il “UAE Juventus Day” è diventato un appuntamento fisso, in collaborazione con i nostri sponsor e la Juventus Soccer School Dubai (lo scorso anno la giornata si è svolta al Radisson Blu Hotel di Media City). Da questa stagione abbiamo invece messo in piedi una squadra di calcio, guidata da un talentuoso juventino, Coach Ali, che è stato in grado di gestire e mantenere la squadra a un livello molto elevato: ci alleniamo regolarmente e abbiamo ottenuto ottimi risultati, vincendo anche tornei, coppe e medaglie. Ovviamente organizziamo, in diversi locali di Dubai e Abu Dhabi, le visioni delle partite più importanti della stagione, andiamo spesso in Italia in occasione delle partite della Juventus e lo scorso dicembre abbiamo organizzato una ‘JMission’ per dare la possibilità a circa 100 tra i nostri membri di assistere alla finale di Super Coppa Italiana a Doha.

Offrite un abbonamento ufficiale ai vostri membri?

Sì, offriamo una card ufficiale di adesione ai nostri soci, che permette di godere di molti benefici, sia negli Emirati che in Italia. Qualche esempio: lo sconto del 10% in tutti i negozi del nostro principale partner e sponsor, Soccer Scene; lo sconto del 20% alla Juventus Soccer School; il 10-20% di sconto su ristoranti e locali selezionati in tutti gli Emirati. Da qualche anno siamo uno dei Fan Club più attivi negli Emirati Arabi Uniti, ma restiamo un’organizzazione non profit che segue le regole dettate dalla FC Juventus, nessuno dei nostri membri è mai stato retribuito, anzi ci capita spesso di pagare spese extra; 100 AED della quota di iscrizione vanno al centro coordinamento DOC e i restanti 20 vengono spesi per la crescita del Club (striscioni, tornei, attività, torte celebrative, eventi). Il bilancio viene presentato annualmente ai membri nella massima trasparenza. Tutti noi contribuiamo alla causa per passione e non ci legheremo esclusivamente ad alcuna attività commerciale, questo è un concetto che desideriamo fortemente ribadire.

Avete persone di più nazionalità nel Club? Questo è uno dei nostri più grandi obiettivi raggiunti. Siamo orgogliosi di poter dire che contiamo 27 nazionalità, tra cui Emirati Arabi Uniti, Italia, Palestina, Libano, Francia, Regno Unito, Irlanda, Qatar, Oman, Arabia Saudita, Canada, Usa, Belgio. Ai nostri eventi partecipano anche tante ragazze e l’atmosfera è multiculturale, il calcio è un veicolo importante per l’integrazione tra le varie culture e il nostro club rappresenta un punto di incontro ideale. Siamo soddisfatti di essere riusciti a collegare tante culture e nazionalità diverse, uniti dalla passione per lo sport. Riflette perfettamente il valore più grande del calcio, e dello sport in generale, e lo spirito degli Emirati Arabi Uniti.

In che modo il Fan Club promuove l’immagine dell’Italia e dello stile di vita italiano?

Negli ultimi anni, abbiamo organizzato amichevoli contro altri fan club italiani ed europei presenti qui negli Emirati e il Console Generale d’Italia a Dubai, Giovanni Favilli, sempre vicino alle attività della comunità italiana, ha dato il via ad una delle amichevoli contro il Roma Club insieme a Fabio Cannavaro. Abbiamo anche contribuito all’organizzazione di Notti Magiche Dubai durante i mondiali in Brasile (200 tifosi, inclusi tanti emiratini, alle tre di notte). Non solo: organizziamo spesso i nostri eventi nei ristoranti italiani anche per promuovere la cucina, la cultura e le tradizioni nostrane. Contemporaneamente cerchiamo di far avverare il sogno dei veri juventini, ovvero di di volare in Italia per assistere alle partite; per questo abbiamo sempre più richieste e forniamo la dovuta assistenza. Il Club è nato durante l’Italian Festival Weeks, un mese di eventi organizzati, ogni anno, per promuovere la cultura, le imprese, il turismo e lo stile di vita italiani. Lo Juventus Club DOC Dubai ha sede legale presso la camera di Commercio Italiana negli Emirati e uno dei suoi ideatori è il Segretario Generale della Camera di Commercio, Mauro Marzocchi, anche lui juventino. Ma lo Juventus Club Doc Dubai è anche qualcosa di più: una grande occasione per tutti gli italiani negli Emirati di conoscere la cultura e le tradizioni locali, tifando per la nostra amata Vecchia Signora.

 

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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