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Ramadan: cosa c’è da sapere

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Ramadan: cosa c’è da sapere

Il Ramadan è uno dei cinque pilastri dell’Islam, cade il nono mese del calendario musulmano e celebra la rivelazione del Corano. In questo periodo anche Dubai, incredibilmente, rallenta. 

Il Ramadan è uno dei cinque pilastri dell’Islam, cade il nono mese del calendario musulmano e celebra la rivelazione del Corano. In questo periodo anche Dubai, incredibilmente, rallenta. Ristoranti, bar, negozi: tutto chiuso o deserto fino allo spuntar della prima stella. Poi, per l’Iftar (il pasto che si consuma dopo il tramonto), la città  si rianima in ogni suo angolo. Il digiuno (da quando sorge a quando tramonta il sole) ha lo scopo di purificare l’anima, concentrarsi sull’essenziale, aprire la mente. E’ un invito non solo a pregare, ma anche all’autodisciplina, alla pazienza e al rispetto verso gli altri. Per un mese, quindi, i musulmani conducono una vita più introspettiva, moderata, pacata: e di riflesso, anche per i non mussulmani, la quotidianità cambia. Quest’anno il primo giorno del Ramadan è previsto il 18 di giugno, ma la data esatta d’inizio dipende dall’avvistamento della luna nuova in coincidenza con il primo giorno del nono mese del calendario islamico. Non si può quindi prevedere con certezza e non é ovviamente uguale in tutti i Paesi del mondo. E’ certo, invece, che come ogni anno l’orario di lavoro verrà ridotto di 2 ore (sulle 8 ore lavorative). Norma che deve essere applicata a tutti i dipendenti, senza distinzione tra chi digiuna e chi non, e in tutte le aziende (pubbliche, private, in mainland o nelle free zone). E quest’anno anche le ultime settimane di scuola coincidono con l’inizio del Ramadan. L’orario verrà limitato alla sola mattinata: le lezioni finiranno intorno all’una, ma varia da scuola a scuola (che dovrebbero comunicare l’orario alle famiglie fin d’ora).

Attenzione ai comportamenti

  • Non è permesso, nemmeno ai non musulmani, bere o mangiare in pubblico, per strada, in macchina (che viene considerato luogo pubblico)
  • Negli uffici, chi non è musulmano può consumare il pranzo in bagno o in una stanza appartata
  • Negli hotel vengono serviti i pasti in stanze riservate e appartate
  • Non si può fumare in pubblico (nemmeno in macchina)
  • Potreste essere multati anche per una gomma da masticare
  • Utilizzate un abbigliamento più morigerato del solito
  • Non ascoltate musica ad alto volume nei luoghi pubblici e in macchina
  • Chi trasgredisce le regole, mangiando o bevendo, riceve una multa che va da 2000 a 2500 aed e rischia fino a un mese di carcere
  • Tutti i ristoranti, soprattutto negli hotel, offrono veri e propri banchetti per l’Iftar
  • Sono esonerati dal digiuno: i bambini fino alla pubertà, gli anziani, le persone malate, le donne in gravidanza o che allattano, chi viaggia. Anche gli operai che lavorano all’aria aperta possono rompere il digiuno se il caldo è insopportabile
  • Durante il Ramadan le attività economiche vanno a rilento: tutte le aziende e gli uffici pubblici sono obbligati a ridurre di 2 ore l’orario di lavoro (in genere gli uffici pubblici sono aperti solamente la mattina, fino alle 14)

Da sapere

  • Eid al-Fitr: è la festa che celebra la fine del Ramadan
  • “Ramadan Kareem” l’augurio che ci si scambia durante il Ramadan, significa “Ramadan generoso”. Si risponde con “Akram”, e cioè “Allah è più generoso” oppure ripetendo “Ramadan Kareem”
  • Insieme a un bicchiere di tè o caffè, i datteri sono la prima cosa che si mangia dopo il digiuno giornaliero, per riaprire lo stomaco e poter poi affrontare la cena dell’Iftar
  • Se vi invitano a partecipare ad un Iftar, non presentatevi a mani vuote: una scatola di datteri o dei cioccolatini sono sufficienti (durante il Ramadan la moderazione è d’obbligo)
  • Il Ramadan è un ottimo periodo per comprendere meglio la cultura degli Emirati e per partecipare alla vita locale: non perdetevi gli Iftar, un bel momento di condivisione, e la festa dell’Eid al-Fitr

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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