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Dubai: città di migranti, città di tango

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Dubai: città di migranti, città di tango

Un cenno. Seguo chi non so. Il corpo è suono, la luce scompare. I miei occhi non guardano più. Lampi di mani, spazi di pelle, frammenti di bocca. Perdo i confini e ritrovo i pezzi della mia storia (Anonimo)

Un cenno.
Seguo chi non so.
Il corpo è suono, la luce scompare.
I miei occhi non guardano più.
Lampi di mani, spazi di pelle, frammenti di bocca.
Perdo i confini e ritrovo i pezzi della mia storia
(Anonimo)

Il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio” (Carlos Gavito)

E’ il tango. Il ballo proibito. Il ballo della nostalgia. Il ballo dei migranti. Il ballo che avvolge con il suono triste del bandoneon. Il ballo che fa scordare lo spazio e il tempo.

Il tango è arrivato a Dubai da diversi anni, ma solo ultimamente si è diffuso e hanno aperto parecchie scuole che lo insegnano. In una terra deserta, dura e lontanissima dalle vecchie, calde, avvolgenti milonghe di Buoenos Aires, il tango riacquista stranamente il sapore delle sue origini: quella di un ballo proibito. Sí, perché il tango nacque all’inizio ‘900 nei porti del Rio de la Plata, tra Argentina e Uruguay, rompendo totalmente con gli schemi delle danze del secolo precedente. Si ballava nei bassifondi, inizialmente solo tra uomini, improvvisando e unendo tre mondi che proprio in quella parte di mondo e in quel preciso momento storico si incrociavano: America, Africa ed Europa (soprattutto Italia, tanto che i maggiori compositori di musica e parole del tango sono di origine italiana).

E anche qui a Dubai il tango unisce chi arriva da Paesi lontani e mescola popoli e culture. Forse é il destino delle città di passaggio, città di speranze, partenze, ritorni. Sul marmo lucido dei pavimenti delle milonghe emiratine, si abbracciano persone di tutto il mondo. E’ concesso ballare solamente al chiuso, negli hotel o nei ristoranti, quasi di nascosto, come allora.

Oltre alle serate per ballare (al momento le più popolari sono la domenica sera al ristorante argentino Asado e il venerdì al Caffé Martinez di Tecom), l’evento più importante è il Dubai Tango Festival, che porta anche qui maestri di fama internazionale. Quest’anno, dal 27 al 31 maggio, il Festival ospita Ruben e Sabrina Veliz, Horacio Godoy e Cecilia Berra, Sebastian Achaval e Roxana Suarez, che si esibiranno durante le serate e terranno workshop per ballerini di tutti i livelli.

Dubaitaly consiglia: se volete imparare l’autentico stile argentino, conoscere la musica e la storia del tango, la migliore scuola in città è Tango-Ok.

Elisabetta Norzi arriva a Dubai nel 2008. Nata e cresciuta a Torino, dopo una laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Bologna per un master di specializzazione in giornalismo. Qui conosce la realtà dell'associazionismo emiliano e decide di occuparsi di tematiche sociali. Entra nella redazione dell'agenzia di stampa Redattore Sociale, collabora per il Segretariato Sociale della Rai e per il gruppo Espresso-Repubblica. Giramondo per passione, comincia a scrivere reportage come freelance con un servizio sulla Birmania durante la “rivoluzione zafferano”, ripreso dalle principali testate e televisioni italiane. Dopo diversi anni come corrispondente da Dubai (Peacereporter, Linkiesta), fonda, insieme a Giulia Violante, Dubaitaly.

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